5 regole d’oro per migliorare la tecnica nel triathlon

5 regole d’oro per migliorare la tecnica nel triathlon

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Quando ci si avvicina per la prima volta al triathlon è molto importante apprendere i fondamenti di base per poter padroneggiare una tecnica impeccabile. Come per la corsa, è dunque indispensabile seguire cinque ottime regole per rendere al meglio nel corso di ogni competizione che dobbiamo affrontare.

Il triathlon è senza dubbio una delle attività che più affascina ed attrae gli appassionati di running. Per fare questo sport però è anche necessario imparare e migliorare alcuni aspetti che sono fondamentali per ottenere buoni risultati. La tecnica è infatti un elemento determinante in ognuna delle tre discipline che compongono il triathlon, a cui poi si aggiungono le difficoltà legate alle transizioni.

Il primo elemento da curare è indiscutibilmente la tecnica durante la frazione a nuoto. È quindi importante prestare attenzione alla presa del bracco nell’acqua in quanto si entra con l’estremità delle dita e a seguire si immergono palmo, polso e avambraccio. Il braccio andrà steso il più possibile con un leggero rollio del corpo. In seguito comincia la trazione della mano che prosegue con la spinta in traiettoria curvilinea sotto la spalla. Giunti al livello delle spalle ci sarà il recupero in cui il braccio a riposo conduce la sua fase aerea per la successiva bracciata. 

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Sempre a proposito del nuoto, è necessario ottimizzare l’assetto in acqua poiché è la posizione del corpo a consentirci una migliore scivolata. La testa deve essere rilassata e ben ferma mentre gli occhi devono essere puntati verso il fondo. La schiena deve essere dritta e per far questo sarà utile contrarre gli addominali verso l’interno. La posizione ottenuta sarà il più possibile piatta e parallela rispondo al fondo ma dovremo anche sostenere la gambata con l’anca e non con il ginocchio per non affondare con le gambe.

Passando al ciclismo invece, la regola base è quella di mantenere la pedalata agile e scorrevole. Per agilità si intende di solito la capacità di conservare una frequenza alta per poter avere una buona velocità. Per questo si consiglia di fare un buon uso del cambio in modo da non piantarci sui pedali e fare ancora più fatica. Solitamente, la frequenza ottimale in pianura si aggira intorno alle 80/85 pedalate al minuto che diventano anche 10 in salita. Per misurarla basterà acquistare un piccolo sensore di cadenza che andrà agganciato alla pedivella della bici.

Per quel che riguarda la corsa è buona norma tenere un’andatura a passi brevi e frequenti che servono a rendere il movimento meno faticoso e più performante. I piccoli passi infatti hanno l’utilità di favorire un corretto appoggio del piede che dovrà così atterrare nella zona dell’avampiede e non del tallone. Questo ovviamente sarà utile per prevenire infortuni e problemi alle caviglie.

L’ultima regola da non dimenticare è di allenare bene le fasi di transizioni tra una frazione e l’altra. Non a caso queste possono far perdere del tempo ma ne fanno anche guadagnare, se fatte bene. Per assimilare al meglio questi meccanismi è preferibile svolgere allenamenti combinati bici-corsa e nuoto-bici per migliorare i tempi di transito in zona cambio e non perdere neanche un secondo.

 

Il team di RunningMania

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