Abitudini alimentari sbagliate di alcuni runners

Abitudini alimentari sbagliate di alcuni runners

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Capita spesso che alcuni runners si diano delle regole alimentari del tutto illogiche e arbitrarie che tuttavia finiscono per diventare una regola, rischiando così di compromettere non solo la resa durante gli allentamenti, ma anche la salute stessa. Tra queste abitudini, c’è senza dubbo quella di sostituire i pasti con delle barrette energetiche. Queste ultime rappresentano un buon compromesso quando si è di fretta o non si ha il tempo di fare un pasto completo, ma sostituirle a esso è un’abitudine altamente dannosa. Il corpo, infatti, ha bisogno di assumere calorie da tutti gli alimenti, e nonostante la maggior parte delle barrette oggi in commercio siano arricchite da vitamine e sali minerali, non forniscono al corpo le stesse qualità nutritive del cibo, ragion per cui sono e devono restare una semplice integrazione.

Un’altra regola spagliatissima è quella di eliminare in toto dalla propria alimentazione una categoria di cibi. Per esempio i grassi, i carboidrati, la carne o altro. Nessun cibo va demonizzato, e a meno che non si tratti di una scelta etica o dovuta alle circostanze (è il caso dei vegetariani o dei celiaci, che sono intolleranti al glutine), si rischia solo di aumentare il rischio d’infortunarsi e di indebolire il proprio sistema immunitario. Ci sono poi quei runners così abitudinari in fatto di alimentazione da darsi regole troppo ferree sugli orari dei pasti. Cercare di pranzare sempre a un certa ora, per esempio, non è certo sbagliato, ma lo diventa quando si è così intransigenti con se stessi da non mangiare mai prima neanche se è il corpo a chiederlo. Se il corpo ha bisogno di cibo prima di una determinata ora è bene darglielo, altrimenti il rischio di affaticarsi troppo e di sentirsi in credito di forze è sempre dietro l’angolo.

C’è poi un’abitudine ossessiva che alcuni runners ritengono porti dei benefici ai propri allenamenti e alla propria alimentazione quotidiana, quando in realtà non è affatto così. Stiamo parlando dell’abitudine di alcuni di annotarsi tutti i chilometri corsi durante l’allenamento e tutte le calorie assunte. Se lo si fa in maniera tranquilla, solo per avere un quadro della situazione, non è un problema; ma, anche in questo caso, lo diventa quando si esagera e prima di ingerire qualsiasi cibo ci si fa il calcolo delle calorie spese e di quelle entranti.

Che dire poi degli inviti al ristorante, a feste con relativi buffet o altre normali situazioni della vita sociale che prevedono il consumo di cibo non propriamente sano? Evitarle per il timore di non riuscire a controllarsi e di assumere così più calorie del normale e del necessario non è mai una buona idea. Si tratta infatti del primo campanello d’allarme che indica come si sta sviluppando un rapporto controverso e conflittuale con il cibo. Infine, un errore sottovalutato che invece compiono parecchi runners è quello di non alimentarsi bene per il “lungo”. Quando in corpo si ha poca benzine e al tempo stesso si cerca di bruciare più calorie possibili si è inevitabilmente destinati alla sconfitta. Raggiungere standard elevati e prestazioni di tutto rispetto, infatti, è praticamente impossibile se non si segue una dieta bilanciata prima, durante e dopo gli allenamenti quotidiani. Chiedere al corpo l’impossibile non giova mai, e prima di pretendere qualcosa dal proprio organismo è bene contribuire con un’alimentazione il più possibile completa.

Il team di RunningMania

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