Allergie e intolleranze alimentari: come deve comportarsi il runner?

Allergie e intolleranze alimentari: come deve comportarsi il runner?

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Con l’approssimarsi della bella stagione aumenta il rischio di contrarre allergie e intolleranze alimentari, in particolare per i runners: ecco come riconoscerle e prevenirle.

Per coloro che conducono uno stile di vita dinamico e scandito anche dai ritmi dell’attività fisica, ci sono delle situazioni che finiscono per inficiare non solo la quotidianità ma anche quella che è una delle passioni principali. Dunque, come per gli sportivi di ogni genere, anche per gli amanti del running l’arrivo della primavera porta con sè la possibilità di aumentare il tempo trascorso all’aria aperta, ma pure il rischio di contrarre allergie e intolleranze alimentari. Vediamo di cosa si tratta e quali sono i sintomi che permettono di riconoscerle.

LE PRINCIPALI DIFFERENZE – Innanzitutto, è bene chiarire la differenza tra un’allergia e l’intolleranza. Nel primo caso si tratta di una “risposta eccessiva” che il sistema immunitario mette in atto contro agenti esterni e sostanze di solito innocue, ma non riconosciute come tali dagli anticorpi; le intolleranze alimentari, invece, non riguardano il sistema immunitario e i sintomi si manifestano dopo l’assunzione di determinati cibi attraverso reazioni a livello dermatologico, gastrointestinale e respiratorio. Come si vede, la casistica dei sintomi minaccia le performance sportive, e chi pratica running deve sapere che in estate e in primavera si entra maggiormente in contatto attraverso l’aria con sostanze allergizzanti.

NIENTE STOP, MA TERAPIE PERSONALIZZATE – Tuttavia, essere affetti da intolleranze o allergie non implica uno stop all’attività fisica: è necessario però, con l’aiuto di uno specialista, individuare la causa del problema e ottimizzare le sessioni di allenamento, tenendo sotto controllo i sintomi ed evitando “reazioni allergiche” più gravi. Ogni soggetto reagisce in modo diverso e, dato che la tipologia e la tempistica dei sintomi è davvero variegata, si rischia di fare confusione al momento di stilare una terapia personalizzata.

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EVITARE LE ALLERGIE – Nelle allergie la risposta infiammatoria si manifesta localmente (occhi, vie aeree, naso) oppure a livello epidermico: molto frequenti tra i runners sono le allergie da pollini e congiuntiviti che “esplodono” dopo l’allenamento e quasi mai durante l’attività fisica. Gli esperti consigliano di evitare di correre nelle giornate eccessivamente ventilate o a ridosso di un temporale; inoltre, nelle ore mattutine la quantità di pollini nell’aria è più elevata, dunque è preferibile rinviare l’allenamento in un altro momento della giornata.

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UN PIANO PER LE INTOLLERANZE – A proposito delle intolleranze alimentari, una “ricognizione” su quali sono gli alimenti che il nostro organismo tollera meno andrebbe fatta prima di intraprendere qualsiasi sport: gastriti e gonfiori addominali, ma anche asma e problemi respiratori, senza però dimenticare il senso di spossatezza e i dolori articolari diffusi, possono penalizzare le performance. Negli ultimi anni, il numero di casi di intolleranze alimentari (specie tra gli sportivi) sono in aumento: il consiglio sempre valido è di stilare un vero e proprio piano alimentare in collaborazione con un dietologo, escludendo a prescindere alimenti poco sani quali alcuni derivati del latte e i cibi ricchi di glutine, indipendentemente da una più o meno conclamata intolleranza alle sostanze in essi contenute.

 

Il team di RunningMania

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