Auricolari e corsa: non è meglio correre senza musica?

Auricolari e corsa: non è meglio correre senza musica?

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Quando si corre in un parco, sul lungomare o in altre aree pedonali, spesso si vede una gran moltitudine di persone allenarsi con gli auricolari o con le cuffie. Musica e sport sono sempre ben collegati tra di loro e sono in tanti ad ascoltare la propria play list preferita mentre si allenano: quella che dà la giusta energia e carica mentale per correre a lungo senza sentire troppo la fatica dell’allenamento perché ‘distratti’ da brani scelti ad arte. I runner più attenti scelgono play list che prevedono musica più soft all’inizio e poi sempre più sostenuta, per dettare al proprio passo di corsa la giusta progressione; altri, invece, scelgono, dai propri elenchi musicali, musica in maniera random e non di rado si vedono anche podisti che canticchiano mentre si allenano.

In realtà, anche se molti runner non se ne rendono conto, la musica non è solo una distrazione, ma soprattutto un modo per darsi un ritmo da seguire. Per questo motivo, tutte le persone che corrono senza musica sentono la necessità di trovare un nuovo ritmo a cui adeguarsi per sentire di meno la fatica della corsa. Spesso si cerca una compagnia e si chiacchiera, ma ancora più spesso si corre semplicemente in silenzio, con altri runner o da soli.
In molti si saranno accorti che quando si corre in compagnia, anche se in silenzio, il passo di corsa si adegua a quello dei compagni, per cui spesso si tende a correre con lo stesso ritmo. Questo proprio perché, come si diceva prima, i runner amano avere un ritmo da seguire, sia esso quello della musica o quello del calpestio delle scarpe sul tracciato di corsa. Questo rumore ritmico, infatti, permette anche al fiato di regolarsi e regolarizzarsi, permettendo un maggiore controllo della fatica.

Ascoltare il rumore dei passi e le sensazioni del proprio corpo è molto importante, per cui correre senza musica può essere considerato più allenante che avere sempre le cuffie o gli auricolari nelle orecchie. E abituarsi ad allenamenti silenziosi è importante anche per un altro motivo: quando si gareggia l’uso di apparecchi musicali non è permesso.
Per questo motivo, atleti di livello mondiale come Andrea Lalli o Daniele Meucci, si allenano solo molto raramente con la musica, ossia quando fanno allenamenti di scarico o poco importanti. Per gli allenamenti intensi e di preparazione a competizioni di livello internazionale, invece, devono assolutamente concentrarsi sui ritmi naturali del proprio corpo, dal passo al respiro.

Per chi non è abituato a correre in silenzio, è importante iniziare lentamente, magari con allenamenti più brevi e poi, successivamente, passare a quelli lunghi. Naturalmente, bisogna imparare a porre l’attenzione su altri particolari o su movimenti ritmici e cadenzati, che, oltre a quelli dati dal respiro, possono essere il movimento dei piedi, le oscillazioni delle braccia eccetera. Inoltre, avendo la mente più libera dall’ascolto, si può pensare a curare maggiormente la postura, che deve essere sempre alta, con il busto ben eretto e con il collo e le spalle sciolte, libere da tensioni.
Infine, è inutile sottolineare che se l’ascolto della musica può essere piacevole quando si corre in un parco, è assolutamente da evitare il correre con gli auricolari per strada.

Il team di RunningMania

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