I benefici dell’allenamento sul lungo

I benefici dell’allenamento sul lungo

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Allenarsi sul lungo è fondamentale per ottenere migliori risultati in gara: ecco perché!

L’allenamento sul lungo è decisamente fondamentale per il runner, a prescindere da quale sarà il tipo di gara che correrà; che si tratti di una corsa su pista o su strada, infatti, se si è in grado di dare bene sul lungo, quasi certamente si farà bene anche al momento decisivo della prestazione agonistica. Ma il lungo non è fondamentale solo per vincere le gare o per ottenere un ottimo tempo in maratona, perché i suoi benefici si riflettono notevolmente anche sull’organismo. Eppure non tutti gli atleti ne sono consapevoli e anzi in molti tendono a sottovalutare l’importanza di questa tipologia di allenamento che dovrebbe diventare invece una salutare e vantaggiosa abitudine. Ovviamente, come ogni allenamento, anche quello sul lungo va personalizzato in base alle proprie prestazioni, agli obiettivi che si intendono raggiungere e alle proprie caratteristiche proprio fisiche.

Resta il fatto che a prescindere dalle distanze e dall’esperienza (in questo caso che si corra da pochi mesi o che ci si alleni da anni è irrilevante) il lungo determina considerevoli miglioramenti sia in termini di tecnica che di durata; e questi sono attribuibili all’importante sviluppo cardiovascolare che è una delle conquiste principali derivanti dalla corsa su distanze prolungate. I principali benefici fisiologici derivanti dal lungo, infatti, riguardano il cuore: l’organo fondamentale per la vita diventa notevolmente più forte perché lavora in maniera decisamente dura per pompare il sangue ai muscoli di gambe, braccia e bacino. 

Ma il cuore non è l’unico organo interessato da notevoli miglioramenti e benefici, perché questi riguardano anche i polmoni e dunque la capacità aerobica, che risulta potenziata poiché l’organismo impara come incamerare, razionare e utilizzare al meglio l’ossigeno. Anche i muscoli diventano progressivamente più resistenti, visto che aumenta il numero di mitocondri (ovvero quelle particelle che creano energia a livello cellulare) e capillari (vasi sanguigni che trasportano ossigeno, allontanando le tossine) in circolo.

Oltre a questi risultati che riguardano l’ambito strettamente legato alla prestazione e al miglioramento dei risultati delle gare, allenarsi nel lungo favorisce anche l’eliminazione dei grassi superflui, che vengono bruciati in allenamento e usati al posto del glicogeno, le cui preziose scorte sono fondamentali per lo sprint finale, quando cioè in poche decine di metri si deve concretizzare quanto fatto fino a quel momento. Non bisogna dimenticare, infine, cosa accade a livello mentale. Le testimonianze di numerosi atleti hanno dimostrato che correndo il lungo si diventa più consapevoli di sé e delle proprie capacità e potenzialità. In altre parole, se si sa di poter correre fino alla fine un lungo percorso, si è più sicuri e ci si può concentrare senza remore sul risultato.

Come ogni altro allenamento, il lungo ha le sue regole che è bene osservare per evitare di vanificare completamente l’allenamento o, peggio, infortunarsi. Le regole fondamentali sono sostanzialmente tre: in primis, è bene non correre troppo velocemente perché così si rischia di non dosare bene le energie a disposizione e di arrivare spompati al traguardo; è bene inoltre che il lungo non sia così lungo (si rischia che la fatica superi i benefici) e che non costituisca più del 30% dell’intero allenamento settimanale.

 

Il team di RunningMania

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