Carico allostatico: la misura dello stress psicofisico

Carico allostatico: la misura dello stress psicofisico

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Corpo e mente sono intimamente legati e non certo due entità separate e indipendenti.

Ognuno dei due risente inevitabilmente dell’influenza dell’altro. Essere stanchi mentalmente, con un sovraccarico di emozioni o cognitivo, porta a un minore rendimento fisico e la stanchezza del corpo rende più difficile il lavoro della mente. Perciò un allenamento particolarmente intenso sarà negativamente influenzato da una giornata psicologicamente stressante sul lavoro o in famiglia. Risentire di un grande affaticamento fisico dovuto a carichi di allenamento notevoli porterà il cervello a un basso rendimento nello studio o in un lavoro intellettuale.

Pietro Trabucchi, grande atleta, psicologo di squadre sportive di livello mondiale, spiega cos’è il carico allostatico, un concetto scientifico recente che definisce le variazioni che il nostro sistema psicofisico attua come protezione da eventi stressanti. Nel breve periodo i cambiamenti riescono a far fronte allo stress e riportano all’equilibrio ma se restano costanti per molto tempo provocano disturbi e malattie. Il carico allostatico è quindi uno strumento per prevedere le probabilità che la persona possa essere colpita da una patologia. 

Mediante una serie di sette parametri è possibile valutare il carico allostatico a cui si è sottoposti. Vediamo quindi nel dettaglio quali sono, cosa indicano e come devono essere interpretati.

1) Pressione arteriosa. Questo parametro aumenta in condizioni di stress, sia fisico che psicologico, e rappresenta uno dei principali fattori di rischio delle malattie cardiovascolari.

2) Livelli di colesterolo totale e frazione HDL. Il primo valore rientra nei fattori che favoriscono patologie come l’infarto cardiaco e ictus cerebrale. Un buon livello di colesterolo HDL, comunemente conosciuto come “colesterolo buono”, è invece protettivo contro le malattie cardiovascolari e aumenta con la pratica sportiva di resistenza come il running.

3) Livello di emoglobina glicata. Questo indicatore rivela la concentrazione e il metabolismo del glucosio nel sangue sul lungo periodo. I valori alti predispongono, oltre che alle patologie cardiocircolatorie, anche al diabete, alle malattie renali e della retina.

4) Cortisolo libero nelle urine. Livelli elevati di questo ormone secreto dalle ghiandole surrenali sono indice di grave stress psicologico e/o fisico.

5) Livello di DHEA-S nel sangue. Questo ormone è prodotto sempre dalle ghiandole surrenali, oltre che dalle gonadi e dal cervello. Svolge varie azioni biologiche che coinvolgono gli ormoni sessuali sia nell’uomo che nella donna.

6) Adrenalina e noradrenalina nelle urine. Queste due catecolamine indicano i livelli di attività del sistema nervoso autonomo. Aumentano molto in condizioni di stress psicofisici eccessivi.

7) Rapporto tra la misura della vita e quella dei fianchi. Questo parametro è indice della velocità del metabolismo. Gli ormoni da stress come il cortisolo favoriscono l’accumulo di adipe.

Le prestazioni sportive e la salute dipendono quindi dai carichi stressanti a cui siamo sottoposti. Sia l’atleta agonista che l’appassionato e l’allenatore devono tenere sempre conto del carico emozionale (ira, paura, gioia, tristezza ecc,) e del carico cognitivo (le informazioni che occorre ricordare, elaborare e a cui prestare attenzione) perché incidono sulle performance fisiche dello sportivo.

Il team di RunningMania

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