Che atleta sei? No, che fibre hai?

Che atleta sei? No, che fibre hai?

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“Sono veloce ma non sono resistente”: è questa la frase che si sente spesso alla fine di uno scatto o di una corsa tra amici. Ma cosa significa? E cosa ci porta ad esternare tale frase?

Vediamo di analizzarla dal punto di vista scientifico.

Questa affermazione deriva dalla diversa struttura dei muscoli delle persone. Da recenti studi si è infatti appreso come le fibre muscolari non siano tutte uguali, ma anzi, varino da persona a persona. Pur cambiando, la loro funzione principale rimane sempre la stessa, cioè quella di far corrispondere ad ogni stimolo nervoso una contrazione del muscolo e una successiva decontrazione.

Nella corsa, velocità e resistenza sono indissolubilmente collegate alle vostre fibre muscolari. Vediamo le due tipologie esistenti, denominate dagli scienziati fibre lente e fibre veloci. 

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Fibre lente: anche dette fibre rosse o di tipo I. Sono caratterizzate dalla grande capacità di produrre energia per via aerobica a bassa potenza, avendo così ottima resistenza all’affaticamento. Queste sono fibre in grado di rimanere contratte molto a lungo senza far avvertire fatica alla persona, svolgono così un lavoro lento ma prolungato. Intervengono in maniera predominante in caso di sforzi prolungati e pesanti. Sono perciò molto sviluppate in atleti come maratoneti, runners e in tutte le discipline dalla durata degli sforzi abbastanza prolungata.
Fibre veloci dette anche fibre bianche o di tipo II. Sono in grado di produrre energia per via anaerobica ad elevata potenza ma con pochissima resistenza alla fatica. Sono quindi adatte a sforzi intensi ma brevi, con un grande impiego di facoltà neuromuscolari. Queste fibre sono molto sviluppate in atleti come coloro che praticano il sollevamento pesi.

Ogni atleta perciò presenta nei suoi muscoli una diversa percentuale di fibre del tipo I e del tipo II dovuta principalmente a fattori genetici. Una fibra quindi, anche se allenata, rimarrà sempre lenta rispetto all’altra; è per questo che la velocità è una facoltà innata.
L’allenamento può solamente migliorare le due diverse condizioni. Per fare ciò però si deve attuare un allenamento ben strutturato e pensato apposta per ogni atleta.
A loro volta le fibre del secondo tipo possono essere divise in A e B. Le prime hanno caratteristiche anaerobiche più marcate, le seconde invece aerobiche. Sono proprio queste che, grazie all’allenamento, possono essere trasformate nelle loro opposte o viceversa.
In conclusione, si può affermare che, conoscendo le fibre di una persona, si può dire a priori di che tipo di atleta si tratti!

Il team di RunningMania

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