Cinema e running: i film che hanno portato il mondo della corsa sul grande schermo

Cinema e running: i film che hanno portato il mondo della corsa sul grande schermo

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Ecco una breve rassegna delle pellicole che hanno portato in scena il mondo della corsa e alcune indimenticabili figure di runners.

Cinema e corsa, un binomio spesso vincente: contrariamente a quanto si pensa, sono molte le pellicole che hanno portato sul grande schermo il mondo del running, scolpendo nella memoria collettiva dei personaggi indimenticabili. È il caso dei “biopic” incentrati sulla vita di celebri atleti, ma anche di opere di “fiction” nelle quali la corsa rappresenta un momento di liberazione e di catarsi simbolica. Ecco una rassegna dei film che si sono approcciati al tema, tra capolavori indiscussi e opere poco conosciute.

“RUNNING BRAVE” (1983) – Dalla riserva indiana alla medaglia d’oro nei 10.000 metri a Tokyo 1964: è questa la parabola umana e sportiva che traccia “Running Brave, pellicola girata nel 1983 da Donald Shebib e basata sulla storia di Billy Mills. Il giovane Sioux lasciò la sua tribù per diventare un corridore: il film mescola la ricercatezza dal punto di vista storico, soprattutto nelle scene di gara, al “pathos” della vittoria al cardiopalma nella finale olimpica.

“CHARIOTS OF FIRE” (1981) – Conosciuto in Italia come “Momenti di gloria”, deve il suo successo alla memorabile sequenza iniziale, con gli studenti di Cambridge che si allenano in spiaggia sulle note di Vangelis. Il film di Hugh Hudson, incentrato sulle vicende dei velocisti Harold Abrahams ed Eric Liddell, conquistò quattro Premi Oscar e ancora oggi “Chariots of Fire” è considerato tra le migliori trasposizioni in celluloide del mondo dello sport, grazie anche a quella “aura religiosa” con cui la corsa viene rappresentata.

“THE JERICHO MILE” (1979) – Un interessante mix tra il film sullo sport e il genere “carcerario” è “La corsa di Jericho”, la prima prova dietro la macchina da presa di Michael Mann. Il film, ambientato nel penitenziario di Folsom, vede l’ergastolano Larry avvicinarsi alla corsa per diletto e diventare, in breve tempo, uno degli migliori atleti sui 1500 metri: l’uomo, tuttavia, deve affrontare l’ostracismo del mondo dell’atletica, ma la sua amarezza è mitigata dal modo lirico in cui l’agonismo assurge a simbolo di una liberazione quantomeno ideale.

“RACE” (2016)Recentemente uscito al cinema è “Race – Il colore della vittoria” di Stephen Hopkins: il film è dedicato alle imprese di Jesse Owens alle Olimpiadi del 1936, davanti agli occhi di Adolf Hitler. La forza di questo “biopic” sta nell’accuratezza di Hopkins non solo nel girare le scene in pista, ma anche nel ritratto eroico che fa di Owens, consegnandolo di diritto nella galleria degli eroi dello sport in celluloide.

“THE LONELINESS OF THE LONG-DISTANCE RUNNER” (1962) – Uno dei film dal titolo più evocativo (a dispetto della localizzazione italiana, “Gioventù, amore e rabbia”): la solitudine del corridore è quella di Colin, un ragazzino finito in riformatorio e che sfoga la sua inquietudine cominciando a correre; tuttavia, al momento decisivo, perderà volontariamente una gara per vendicarsi del direttore del riformatorio. L’opera di Tony Richardson restituisce uno spaccato crudo della società inglese e mostra anche come la corsa possa diventare un mezzo di emancipazione sociale.

LE ALTRE SEGNALAZIONI – In conclusione, ecco alcune segnalazioni di pellicole che potrebbero interessare gli appassionati del genere. Oltre a “Il Maratoneta” (John Schlesinger, 1976) con Dustin Hoffman, va ricordato anche “Un ragazzo di Calabria” (1987) di Luigi Comencini, in cui si racconta la storia di un giovane che sogna di diventare un atleta e si ispira alla figura di Abebe Bikila. Infine, non si può non citare la scena della corsa di massa in “Forrest Gump” (Robert Zemeckis, 1994) che, all’epoca, contribuì ad avvicinare migliaia di persone al running grazie a Tom Hanks e al tormentone “Corri Forrest, corri!”.

 

 

 

Il team di RunningMania

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