Come andare forte quando si corre in solitaria

Come andare forte quando si corre in solitaria

- in CONSIGLIATI, TRAINING
3894
0

Quando si pratica la corsa, avere dei riferimenti esterni – siano essi avversari, compagni o elementi che si trovano in pista o a bordo strada – è sempre utile per capire qual è il proprio ritmo, se si può andare più forte o se invece è il caso di gestire lo sforzo. Non sempre, però, si può fare affidamento su dei punti di riferimento e molti runner si vengono a trovare in difficoltà in questi casi, soffrendo oltre misura la “solitudine” in corsa. Niente paura, però: esistono dei metodi per continuare ad andare forte anche quando ci si ritrova da soli.

Nelle corse podistiche può capitare di ritrovarsi a correre da soli, senza avversari o compagni nei paraggi da prendere come punti di riferimento; alcuni runner hanno un po’ timore di questa sorta di terra di nessuno, soprattutto se stanno lottando per un piazzamento e non sanno in che modo gestire la gara. Continuare con lo stesso passo, rischiando di essere ripresi da qualcuno che va più veloce, oppure forzare per tenere a distanza chi si trova indietro, col pericolo però di scoppiare?

Tale dilemma è comune a molti atleti, ma con la strategia giusta si eviterà di cadere nel panico. A seconda di come si è evoluta la corsa, si può adottare la tattica giusta per correre al massimo anche quando si è da soli. Quando si perde contatto dal gruppetto del quale si faceva parte, non è il caso di forzare e spremersi troppo per ritornare sotto, perché si corre il rischio di “saltare“. La strategia migliore è quella di proseguire con la propria andatura, cercando di andare forte ma mantenendo un ritmo sostenibile, senza chiedere troppo al proprio fisico.

Trovare il ritmo giusto è fondamentale, quindi bisogna sempre ascoltare il corpo per capire se si può forzare ancora un po’ o se invece è il caso di rallentare leggermente. Quando i muscoli sono reattivi, non si hanno problemi di fiato e la frequenza delle falcate risulta ottimale, è il segno che il corpo sta bene e può mantenere un buon ritmo. La gestione dello sforzo consente di ridurre le tensioni e sincronizzando la respirazione con il passo da tenere si può agevolare il recupero, in modo da avere un surplus di energia per il finale.

Accelerando l’andatura verso la fine, si potrà recuperare il terreno perso da chi stava davanti oppure distanziare gli atleti che provano a farsi sotto per conquistare una posizione. L’aspetto fondamentale quando si corre da soli è mantenere la calma e il controllo, prestando grande attenzione ai segnali che lancia il corpo per capire se si deve correre sulla difensiva sino alla fine oppure se è possibile recuperare un po’ di energia per tentare di andare all’attacco nelle fasi finali della competizione che si sta disputando.

Ritrovare un punto di riferimento è un altro aspetto molto importante: avere un avversario davanti può essere la svolta in una gara, a patto di non forzare in maniera eccessiva per recuperare subito il gap. Non bisogna avere fretta, ma impostare il ritmo in modo che sia leggermente superiore a quello del rivale per rifarsi sotto senza sfinirsi nell’inseguimento. Una volta raggiunto un avversario o un gruppetto, non bisogna adeguarsi alla loro andatura (fatalmente più lenta) ma proseguire con il proprio ritmo provando così a recuperare e sorpassare quanti più avversari possibili.

Il team di RunningMania

Commenti

commenti

You may also like

Le ripetute non sono tutte uguali

A seconda del tipo di lavoro che si