Com’è il tuo appoggio?

Com’è il tuo appoggio?

- in CONSIGLIATI, TRAINING
246
0
appoggio

Affinché sia funzionale, l’appoggio dev’essere corretto a livello biomeccanico: grande importanza rivestono le dita dei piedi. E il tuo appoggio com’è?

Appoggio sul tallone oppure sull’avampiede: i runner si possono suddividere a grandi linee in queste due maxi-categorie. Quando si parla di appoggio di conseguenza si sentono nominare in prevalenza il tallone e l’avampiede: e le dita dei piedi? Spesso trascurate, rivestono invece una grande importanza in questa fase chiave della corsa, e affinché l’appoggio risulti corretto a livello biomeccanico l’incidenza delle dita nell’economia del gesto atletico è un elemento da tenere in considerazione.

In particolare, in fase di appoggio è estremamente importante la muscolatura intrinseca, come si è scoperto da studi e test piuttosto recenti, e per fare in modo che l’appoggio sia sempre corretto e funzionale per la corsa, tale muscolatura va allenata con costanza. Quando si corre, le dita dei piedi forniscono non solo spinta ma anche stabilità; quest’ultima è decisiva per una corsa efficiente, poiché una maggiore stabilità del piede significa anche maggior stabilità a livello del bacino, ottenendo così nel complesso un gesto atletico più redditizio.

stabilità

Alle dita dei piedi è inoltre legata la fascia plantare, per cui svolgere un corretto stretching per le le dita dei piedi permette di ridurre le probabilità che si possa sviluppare la fascite plantare, in quanto grazie a tale stretching si può diminuire il carico sulla pianta del piede. Essendo poi la fascia plantare collegata al tendine d’Achille e al polpaccio, un minor carico in questa zona permette di “gravare” meno anche sul polpaccio, in una ridistribuzione dello sforzo in cui a beneficiarne sono tutte le componenti della parte bassa degli arti inferiori.

Per la stabilità il ruolo dell’alluce è essenziale, poiché si fa carico circa dell’80-85% del sostegno fornito al piede durante la fase di appoggio. Una percentuale eloquente che spiega meglio di qualsiasi esempio l’importanza dell’alluce, che oltre a offrire stabilità quando il piede entra a contatto con il suolo, “guida” il movimento del piede stesso quando questo si trova in aria e la flessione della parte dorsale. Allenare il muscolo flessore breve dell’alluce è quindi indispensabile per ottenere una stabilizzazione sempre ottimale dell’arco del piede.

 

Il team di RunningMania

Commenti

commenti

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may also like

Uno spuntino… di corsa: ecco cosa mangiare prima di un allenamento

Si avvicina l’ora dell’allenamento quotidiano ma il vostro