Come misurare il sovraccarico fisico e mentale

Come misurare il sovraccarico fisico e mentale

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Lo stress, sia a livello fisico che psicologico, influenza negativamente la prestazione sportiva.

Chiunque pratichi attività fisica può rendersi facilmente conto che quando si è reduci da una giornata lavorativa piuttosto impegnativa oppure lo stato emotivo non è in perfetto equilibrio – a causa delle preoccupazioni della vita di tutti i giorni oppure di un litigio – la performance ne risente e l’allenamento risulta più complicato e meno efficace rispetto a quando la forma psico-fisica è al top. Ad incidere negativamente sul rendimento, in questo caso, è il sovraccarico mentale, non meno gravoso sul corpo di quello fisico.

Questi aspetti, dunque, vanno tenuti in grande considerazione nella programmazione delle sedute di allenamento: se si è stanchi fisicamente, il rendimento mentale sarà inferiore; allo stesso modo se lo stato emotivo è alterato, ne risente pure il fisico e l’allenamento sembrerà più difficile di quanto sia in realtà. Per misurare un eventuale sovraccarico sia mentale che fisico esiste un sistema che tiene conto di 7 differenti parametri, in grado di delineare un quadro più preciso dello stato psico-fisico di una persona.

In gergo tecnico il sovraccarico viene definito carico allostatico, e può essere verificato attraverso alcuni fattori; il primo fra questi è la pressione arteriosa diastolica e sistolica, che se non è nella norma indica appunto uno stato non ottimale nell’individuo. Altro indice da prendere in considerazione è il rapporto vita-fianchi, che può evidenziare un metabolismo non perfetto; l’accumulo del grasso adiposo, infatti, è spesso provocato da un’attività più intensa degli ormoni dello stress.

Risultano molto importanti da questo punto di vista anche i livelli di colesterolo: se quelli del colesterolo totale sono elevati e quelli del colesterolo Hdl bassi, c’è il rischio di sviluppare aterosclerosi e tale pericolo viene segnalato proprio da questi parametri. Il metabolismo del glucosio, poi, può essere monitorato sul lungo periodo attraverso i livelli di emoglobina glicata presenti nel sangue; sempre attraverso il plasma possono essere misurati i livelli di Dhea-S, che può essere considerato un antagonista degli ormoni dello stress e dunque capace di indicare se si sta attraversando un periodo stressante.

La presenza di stress può essere segnalata anche dal cortisolo urinario, uno degli ormoni che l’organismo umano impiega maggiormente per rispondere in modo adeguato proprio allo stress. Infine vanno considerati pure i valori di norepinefrina ed epinefrina nelle urine, indicatori dell’attività svolta dal sistema nervoso autonomo. Attraverso questi parametri, è possibile capire quando il fisico si sta proteggendo da momenti o avvenimenti di particolare stress.

Se però tali valori risultano alterati sul lungo periodo, non si può più parlare di stress ma ci si trova davanti ad una patologia vera e propria, dunque si può desumere che il carico allostatico può essere anche predittivo di un rischio-malattia. In definitiva, l’aspetto mentale quando ci si allena è di grandissima importanza, poiché sul funzionamento dell’organismo e sul suo rendimento pesano il carico emozionale (felicità, arrabbiature, frustrazione etc.) e il carico cognitivo, vale a dire ciò a cui durante la giornata si deve prestare attenzione per poter svolgere al meglio il proprio lavoro.

Il team di RunningMania

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