Come potenziare addominali: nozioni e consigli utili

Come potenziare addominali: nozioni e consigli utili

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I muscoli addominali: a cosa servono

Oggi si parla molto di muscoli addominali, di potenziamento di questa parte del corpo, ecc. I muscoli addominali sono quelli coinvolti nel movimento della torsione, rotazione e flessione della colonna vertebrale (tutti movimenti che assumono un’importanza fondamentale per chi fa sport), e consistono in una lamina di muscoli che possiamo distinguere nel muscolo retto addominale, nei muscoli addominali obliqui, nel quadrato dei lombi e nei muscoli traversi dell’addome.
Oltre alle funzioni che abbiamo visto, questa parte del corpo contribuisce anche a proteggere la zona più delicata del nostro corpo, ovvero le viscere, e a svolgere un ruolo di facilitazione nell’espirazione.
Gli esercizi di potenziamento degli addominali non hanno solamente una funzione estetica, ma sono eseguiti anche dagli sportivi: dai runner, per esempio, allo scopo di migliorare la resistenza e la capacità di scatto, che dipendono anche dalla robustezza di questa parte del corpo.

Gli esercizi-base per il potenziamento degli addominali

Se si intende potenziare i propri muscoli addominali, è bene sapere che esistono una serie di esercizi con i quali è opportuno iniziare l’allenamento in modo progressivo.
Il lavoro a cui si sottopone questi muscoli prevede anche il coinvolgimento di altri muscoli, come i flessori dell’anca, ad esempio. Se però il soggetto che si appresta ad allenarsi presenta un tono muscolare degli addominali piuttosto dimesso, un esercizio che include più parti del corpo potrebbe aumentare in modo esponenziale la differenza fra la muscolatura degli addominali (che lavorerebbe di meno) ed i muscoli più coinvolti negli esercizi. Ecco perché è buona norma che chi inizia ad allenarsi in questo senso utilizzi esercizi selettivi, vale a dire che sono concentrati solamente sul lavoro dei muscoli dell’addome.
Un buon esercizio di partenza prevede che ci si sdrai con la schiena a terra, utilizzando un buon tappetino. Con le mani dietro la testa, che dovrà essere appoggiata a terra, e mantenendo le ginocchia piegate, si solleva la parte alta della schiena e la nuca flettendole in avanti. Questo lavoro, che deve durare almeno tre minuti, coinvolge in maniera pressoché totale i muscoli addominali.
Un altro esercizio che va a completare quello precedente prevede, come posizione di partenza, che si stia con schiena e braccio sinistro a terra, gamba sinistra accavallata su quella destra: l’obbiettivo consiste nel portare il gomito destro il più vicino possibile al ginocchio sinistro, flettendo così i muscoli addominali. Si lavora in questo modo intercambiando la posizione delle gambe.
Fondamentale, in entrambi gli esercizi visti, è il mantenimento di un ritmo lento, con una particolare attenzione alla respirazione: quando si flette il torace si espira, e viceversa quando si torna alla posizione di partenza si inspira, sempre possibilmente con naturalezza, e quindi senza forzare il ritmo.

L’importanza della progressione degli esercizi

Man mano che ci si abitua agli esercizi sopra riportati, si può integrare l’allenamento con altre tipologie di lavori, cercando preferibilmente di sollecitare gli addominali all’interno della propria disciplina (la corsa, il sollevamento pesi, ecc.).
Si ricordi che la pratica dell’allenamento dei muscoli addominali deve necessariamente essere praticata con progressione, senza sforzi eccessivi o prematuri, e con uno sguardo d’attenzione obiettiva anche al proprio stato di salute.

Il team di RunningMania

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