Come risparmiare energia quando si corre: qualche idea utile

Come risparmiare energia quando si corre: qualche idea utile

- in CONSIGLIATI, RUNNING
1766
0

Correre è per molti una passione, ma non tutte le discipline e non tutti i corridori sono uguali.


Possiamo distinguere, per esempio, i corridori abituali da quelli occasionali; le gare su lunga distanza da quelle su breve distanza e così via. Ogni tipologia di corsa ha delle proprie caratteristiche, così come lo sportivo che le esercita.
Se ci concentriamo sulla corsa su lunga distanza, che richiede delle buone doti di resistenza, ci rendiamo conto dell’importanza che riveste in questo campo il risparmio dell’energia.
In tutte le situazioni nelle quali il corpo viene sottoposto ad uno sforzo costante e di lunga durata, sorge il problema della possibilità di imparare a contenere l’energia, allo scopo di compiere una migliore prestazione.
Considerazioni di questo tipo presuppongono non solo riflessioni legate all’attività sportiva, ma anche di tipo scientifico: non a caso questo tema ha interessato i ricercatori dell’Università di Verona, che dal 2009 al 2014 hanno portato avanti un progetto di studio, prendendo in considerazione una delle più celebri gare di Endurance al mondo: la “Tor des Geants” che si svolge ogni anno in Valle d’Aosta.

Questo massacrante percorso ad alta quota mette a dura prova gli atleti, i quali sono costretti ad escogitare delle strategie per la conservazione dell’ossigeno e dell’energia. Le indagini universitarie si sono concentrate proprio sulle reazioni umane in situazioni di stress molto alte, quali sono state registrate durante l’Endurance.
Le ricerche hanno evidenziato un qualche collegamento fra l’affaticamento del sistema nervoso e la probabilità di perdere l’equilibrio o di infortunarsi, e altri interessanti spunti che hanno permesso ai ricercatori di trovarsi d’accordo su un punto: il corpo è in grado, in qualche modo, di disciplinarsi in modo istintivo per regolare e diminuire l’utilizzo delle energie, sempre che il sistema nervoso sia “efficiente” e cioé non in situazione di estrema stanchezza o nervosismo (deprivazione da sonno, stress, ecc.).
Mente e corpo lavorano in sinergia: ma può questo punto fondamentale essere applicato concretamente negli allenamenti?

Pietro Trabucchi, noto psicologo che si occupa di sport (soprattutto di discipline di resistenza) è convinto che queste ricerche possano avere un’applicazione concreta, in particolare per mezzo degli allenamenti su lunga distanza.
Il lavoro lungo, spiega lo psicologo, “allena” non solo il corpo ma anche il cervello a comprendere le strategie necessarie per la razionalizzazione dell’energia durante la prestazione; ad esempio, un allenamento su percorso lungo particolarmente efficente è quello che prevede salite e discese, che abitua il corpo (e il sistema nervoso) a compiere sforzi particolarmente intensi e quindi a memorizzare delle strategie a livello muscolare per controllare il dispendio energetico.
Per concludere, è necessario sottolineare che esistono appositi allenamenti mirati, come quelli sulla postura, sull’appoggio dei piedi e sull’oscillazione delle braccia, che aiutano a conservare le energie. Non a caso la corsa che prevede che il piede si appoggi prima con il tallone è adatta alle corse lunghe, in quanto permette di risparmiare energia.
Christopher Arellano, della “Brown University”, ha studiato con un collega il perché tendiamo a far oscillare le braccia durante la corsa, e ha scoperto che non si tratta solo di una questione di stabilità: ciò aiuta addirittura a risparmiare energia, in una percentuale del 3% in più rispetto al correre con le mani tenute dietro la schiena, e addirittura del 13% rispetto al correre con le mani sopra la testa.

Il team di RunningMania

Commenti

commenti

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may also like

Trail: 10 consigli per correre in discesa più velocemente

Nelle gare di trail che comportano lunghi tratti