Contrattura, stiramento e strappo: le insidie muscolari per un runner, come evitarle e curarle

Contrattura, stiramento e strappo: le insidie muscolari per un runner, come evitarle e curarle

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Per un runner consumato, le insidie fisiche sono all’ordine del giorno. Soprattutto i problemi muscolari sono i primi a farsi sentire quando lo sforzo diventa eccessivo o quando il nostro fisico non risponde alle sollecitazioni. Per superare questo tipo di malanni è fondamentale innanzitutto saper valutare i campanelli d’allarme e riuscire a comprendere il momento in cui fermarsi. Ma ad infortunio avvenuto, è estremamente importante capire anche in quale tipo di stop muscolare si è incappati, per riuscire a prendere le adeguate contromisure. Contrattura, stiramento e strappo sono i tre tipi di lesione ai quali si può andare incontro, per ordine di gravità. Tendenzialmente bisogna riuscire ad afferrare subito l’entità dell’infortunio anche per pianificare immediatamente le cure necessarie per approntare un ritorno alla corsa in breve tempo.

La contrattura può essere considerata come un campanello d’allarme dei nostri muscoli, quando vengono sollecitati oltremodo ed hanno bisogno di uno stop per riprendersi. Una contrazione involontaria che provoca la classica sensazione di sentir ‘tirare‘ il muscolo, che perde la sua proverbiale elasticità. Non si tratta di una lesione vera e propria perché in caso di contrattura non c’è rottura dei tessuti, ma è necessario affidarsi a un trattamento che permetta al muscolo di recuperare la propria elasticità. La contrazione involontaria dei tessuti viene risolta soprattutto attraverso lo stretching, che favorisce la distensione del muscolo. Anche i massaggi possono essere di grande giovamento nel trattamento delle contratture, mentre le moderne terapie propongono anche cure utilizzando gli ultrasuoni, che hanno fatto riscontrare risultati sempre più positivi nel corso del tempo. 

Lo stiramento inizia a rientrare nel campo delle lesioni muscolari e, soprattutto per i runner, l’insidia maggiore è rappresentata dallo stiramento al polpaccio. Ci sono diverse situazioni che possono favorire questo tipo di infortuni, a partire da un riscaldamento troppo blando o comunque non adeguato prima di mettersi a correre, fino alle condizioni del terreno. Un suolo troppo sconnesso infatti può richiedere sollecitazioni muscolari eccessive che spesso possono portare anche all’elongazione dei tessuti. Gli stiramenti possono generalmente dividersi in lesioni di primo e di secondo grado: nel primo caso occorrono dai dieci ai quindici giorni per recuperare, nel secondo si può superare anche il mese di attesa prima di trovare a correre. Gli esami ecografici valutano lo stato preciso della rottura delle fibre muscolari.

In caso di lesione di terzo grado si comincia a parlare invece di strappo vero e proprio, con la rottura totale del muscolo. La terapia consigliata in questo caso è chirurgica, per permettere alla lesione di ricomporsi completamente con la minima produzione possibile di tessuto cicatriziale o calloso, con una prognosi che arriva nei casi più importanti anche a novanta giorni di stop. Una volta superato l’infortunio muscolare, per un runner è però importantissima una ripresa graduale e ben ponderata dell’attività sportiva: questo per evitare di incorrere in ricadute che sono però purtroppo molto frequenti e che rappresentano gli infortuni in seguito più difficili da risolvere, visto il livello di stress al quale il muscolo ripetutamente lesionato viene sottoposto. Ogni sintomo e avvertimento del proprio corpo non va dunque sottovalutato.
Il team di RunningMania

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