Correre per sfogarsi è un valido motivo?

Correre per sfogarsi è un valido motivo?

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Molto spesso, quando si è nervosi, arrabbiati o semplicemente preoccupati per qualcosa, la prima soluzione che ci viene in mente per allentare la tensione è quella di andare a correre. Ma correre per sfogarsi fa davvero bene? Rappresenta una giusta motivazione per uno sforzo fisico mediamente intenso, oppure fa più male che bene? In realtà, come ben sa chi è abituato a correre per stemperare la tensione e recuperare uno stato d’animo più tranquillo, per sfogarsi non c’è nulla di meglio dell’esercizio fisico; la corsa, soprattutto, rappresenta un vero e proprio toccasana in quei momenti in cui ci si sente come sul punto di scoppiare. Il suo ritmo cadenzato, il piglio deciso con cui si deve mettere un piede dietro l’altro per procedere a un’andatura sostenuta, la grinta degli scatti e delle riprese: tutte queste caratteristiche del running lo rendono lo sport ideale per liberare l’ansia e l’aggressività latenti, trasformandole in qualcosa di costruttivo, in un movimento fisico da cui traggono beneficio sia il corpo che la mente.

Perché se è fuor di dubbio che il benessere dell’organismo è condizionato in positivo dall’attività sportiva, che assieme a una dieta corretta è in grado di fare miracoli, è ormai opinione comune tra medici e persino psicologi e psichiatri che anche la mente tragga notevoli benefici dallo sport. Quando ci si dedica a un’attività sportiva, infatti, l’organismo rilascia endorfine, ovvero le molecole del buon umore per eccellenza: ci si sente così più ottimisti e rilassati, nonché più propositivi nei confronti della vita e dei problemi da affrontare. Nella loro infinita saggezza, pur non avendo il nostro stesso livello di istruzione e di conoscenza, le generazioni precedenti l’avevano già intuito, e non a caso in alcune parti d’Italia è diffuso un proverbio che recita: “È meglio buttare fuori perché dentro fa danno”. In altre parole, attività come la corsa aiutano a buttare fuori i cattivi pensieri, le preoccupazioni, i problemi, le paure e i dubbi che ci attanagliano nella vita di tutti i giorni. Tuttavia c’è anche un grosso rischio: sfogandosi tramite la corsa, infatti, si rischia di depotenziare la spinta al cambiamento che nasce dentro di noi. In altre parole, se è vero che dopo una bella corsa ci si sente meglio, più calmi e apparentemente tranquilli, in realtà i problemi restano, e vanno comunque affrontati alla radice, senza tamponarli continuamente con stratagemmi quali appunto la corsa.

Non tutti ne sono consapevoli, ma esiste anche una sorta di “economia della spinta” che fa in modo che le risorse motivazionali di ognuno vadano a collocarsi dove servono in quel momento, senza disperdersi dove invece non sono necessarie. Per questo motivo, le crisi più che “sfogate” vanno vissute: solo così se ne può comprendere fino in fondo il senso, e solo così si possono attuare le misure necessarie per fronteggiarle e superarle con successo. Questo non vuol dire che correre per sfogarsi sia sbagliato in ogni caso. A volte, quando si tratta di un nervosismo momentaneo, può anche essere utile. L’importante, però, è che non diventi un’abitudine: in questo caso, infatti, il rischio di restare impantanati in una crisi ancora più grande è dietro l’angolo.

Il team di RunningMania

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