Correre: qual è il modo giusto?

Correre: qual è il modo giusto?

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Bello correre vero? Non c’è niente di più appagante di farsi una bella corsa e sentire tutto il beneficio che porta al corpo ed alla mente. Correre ha più effetti positivi di qualsiasi farmaco ed è per questo che è diventata un’attività sempre più diffusa.

Correre ci viene naturale, ci allacciamo le scarpe e partiamo. Ma siamo sicuri che “naturale” voglia dire anche “ideale”?

Perché, purtroppo, la magia del correre a volte svanisce con l’inizio dei primi dolori. Dopo qualche chilometro inizia a far male il piede, poi il ginocchio o magari la schiena. Perché il corpo si ribella? La corsa mi fa sentire cosi bene, ma adesso ne soffro parecchio, perché? Il motivo è che c’è modo e modo di correre e preparare il nostro corpo a correre nel modo corretto è necessario per non avere spiacevoli conseguenze.

CORRERE: LA REALTÀ DEI FATTI

  • Correre significa sovra-caricare il corpo,
  • Il corpo è capace di accettare questo sovra-carico ma bisogna concedergli del tempo di adattamento (TAT: tissue adaptation time),

  • Correre in un modo non ideale significa sovra-caricare sempre le stesse strutture e non permettere il tempo di adattamento necessario.

Quando abbiamo dei dolori il problema non è “dove fa male” o “qual’è la struttura infiammata”, ma come corro e perché sovra-carico quella struttura.

CORRERE: COS’È IDEALE?

1 cosa vera: Ognuno di noi è differente = per ognuno di noi c’è un modo di correre ideale. Anche in cucina ognuno di noi fa la carbonara a modo suo, ma gli ingredienti dovrebbero essere uguali per tutti.

Quali sono, nella corsa, gli ingredienti comuni a tutti?

  • Simmetria: tra lato destro e sinistro,
  • Mobilità: sufficiente ad assorbire i carichi,
  • Stabilità: dinamica per non perdere la postura corretta,
  • Potenza: Per propellere il corpo in avanti.

Oggi parliamo di simmetria. 

La simmetria tra i 2 lati sembra una cosa scontata, eppure non per tutti è così semplice da raggiungere. Per il solo fatto di avere un lato dominante, tendiamo ad essere asimmetrici.
Come individui ci portiamo nella corsa anche le abitudini di tutti i giorni, così che spesso mi rendo conto del motivo per cui una persona corre in un certo modo dipendentemente dal lavoro che fa.
Alterazioni nella simmetria ci sono tra catena anteriore e posteriore del corpo. Chi stando al computer si piega tutto in avanti finirà col correre piegato in avanti obbligandosi ad allungare il passo e aggiungere stress sulle articolazioni.

Spesso chi ha l’abitudine di sedersi con una gamba incrociata sull’altra finisce per avere proprio su quel lato una perdita di stabilità.
C’è chi lavora tanto in piedi e finisce per “appoggiarsi” sempre sullo stesso fianco, rendendo l’anca instabile e creando i presupposti per una sindrome della bandelletta ileo tibiale.

Oggi sappiamo che la postura influenza il modo in cui ci muoviamo e il modo in cui ci muoviamo determina la postura.
Posture sbagliate/movimenti sbagliati portano a sovraccaricare determinate strutture corporee e, come conseguenza, a sviluppare delle lesioni.

Oggi sono in tanti a sperare che un laser, una tecar o un’onda d’urto possano risolvere un dolore. Sarebbe comodo e bello, ma non funzionano. Per correre senza dolori bisogna cambiare ciò che quei dolori li ha prodotti, a cominciare dalle abitudini di tutti i giorni.

Dott. Gianluca Italiano
FISIOTERAPISTA

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