Correre sulla spiaggia: la sicurezza prima di tutto!

Correre sulla spiaggia: la sicurezza prima di tutto!

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Amate la spiaggia e non volete rinunciare a correre anche in vacanza? Ecco alcuni consigli per correre al mare ed allenarsi efficacemente!

Se abitate in una zona balneare o decidete di andare in vacanza al mare non è detto che dobbiate per forza abbandonare gli allenamenti, anzi: correre sulla spiaggia potrebbe essere l’opzione ideale per coniugare le due cose. Correre al mare, dal punto di vista prettamente psicologico, possiede senza dubbio il suo fascino. È davvero gratificante correre su una spiaggia all’alba oppure verso il tramonto, anche da soli: la sfera sensoriale ed il contatto con la natura sono capaci di regalare delle emozioni uniche. Dal punto di vista tecnico però si tratta di una pratica da attuare con parsimonia ed adottando le dovute precauzioni, infatti se da una parte correre sulla sabbia è un buon metodo per stimolare la capacità propriocettiva degli arti inferiori e per massimizzare gli effetti dell’allenamento, dall’altra invece può causare dei traumi. I pericoli maggiori sono in particolare per le articolazioni del ginocchio e della caviglia e per i tendini.

L’orario ideale per correre al mare è al mattino presto oppure verso il tramonto, quando le temperature sono più fresche ed il sole è basso sull’orizzonte. È consigliabile indossare degli occhiali da sole oppure un cappellino dotato di visiera, in modo da schermare la vista dal riverbero delle onde del mare.
Correre sulla sabbia implica un impegno non indifferente per il tricipite surale che può incorrere in contratture o strappi se ci si sottopone ad allenamenti di una certa intensità. Meglio dunque correre sulla battigia: la sabbia rimane più compatta essendo bagnata, in tal modo si è più stabili e si fa meno fatica, sollecitando di meno tendini e muscoli. Il rischio di correre sul bagnasciuga però è quello di allenarsi su un piano inclinato, che alla lunga potrebbe sollecitare in maniera asimmetrica le caviglie ed i piedi, ragion per cui sarebbe meglio invertire il senso di marcia ad intervalli regolari.

Anche se indubbiamente piacevole, è meglio evitare di correre a piedi nudi: l’assetto di corsa cambia totalmente rispetto a quello adottato con delle scarpe munite di protezioni ed ammortizzazioni e vi è il rischio di tagliarsi o ferirsi con gli oggetti più svariati che si possono trovare sul bagnasciuga come pezzi di vetro, conchiglie, pietruzze e così via. Meglio evitare anche di correre con indosso le sole calze: l’effetto protettivo è pressoché inesistente ed inoltre lo sfregamento potrebbe causare vesciche alle dita dei piedi e l’ambiente umido potrebbe favorire l’attecchimento di batteri e funghi.

E per quanto riguarda la tecnica? In questi ultimi anni si sono sviluppate differenti correnti di pensiero, dai lavori specifici sino alla classica corsa lenta. Vi è chi effettua degli allunghi sulla battigia, eseguendo delle sessioni intervallate; altri invece corrono distanze dai 100 ai 400 metri a velocità sostenuta sulla sabbia asciutta, con recuperi passivi. Altri ancora optano per il fartlek, correndo sul bagnasciuga a ritmi blandi e sulla sabbia asciutta a ritmo più veloce. Vi è infine chi corre scalzo con gli arti inferiori parzialmente immersi nell’acqua.
Tutte queste tecniche sono abbastanza impegnative e potenzialmente traumatiche dunque sarebbe meglio, specie se non si è dei runner navigati, attuarle in maniera graduale e con la massima cautela.

Il team di RunningMania

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