Corsa a piedi nudi: come iniziare

Corsa a piedi nudi: come iniziare

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Barefoot running: correre a piedi nudi per provare nuove sensazioni e conoscere meglio il proprio corpo.

Il barefoot running è una moda che impazza negli States e che sta appassionando anche i runners italiani. La corsa a piedi nudi può essere provata da tutti, ma bisogna seguire dei passaggi per abituare piedi, corpo e mente a fare a meno delle scarpe. L’origine del barefoot running è antica, e tale storicità ci consente di stilare una piccola guida per un approccio sicuro a questo tipo di corsa.
Per prima cosa, è necessario abituare il piede al terreno: per 3 o 4 settimane, quindi, si dovrà camminare almeno mezzora al giorno a piedi scalzi. Questo passaggio è indispensabile per capire (e correggere, se necessario) il proprio tipo di appoggio e di postura. Mancando l’effetto ammortizzante delle calzature, tallone, pianta e caviglie ricevono delle sollecitazioni più forti, e quindi si deve imparare ad attutire l’impatto con il terreno utilizzando ginocchia e schiena. L’allenamento con camminata a piedi nudi va effettuato su strada o altro terreno, purché privo di irregolarità e sicuro: l’asfalto può andar bene, così come un prato con erba ben tagliata o la sabbia.

Dopo i primi minuti di camminata, per rinforzare le caviglie e rilassare i polpacci, si devono eseguire anche dei piccoli saltelli sulle punte, da ripetere 3 o 4 volte nella mezzora di allenamento quotidiano.
Una volta che si è presa confidenza con la camminata a piedi nudi, si può passare alla corsa con scarpe “minimal”. Si tratta di calzature prive di plantare e di tacco imbottito che proteggono il piede e vi aderiscono come un guanto. In questa fase, bisogna tarare la postura: una “regola aurea” è quella di guardare sempre dritti. La paura di tagliarsi può indurre a guardare, spontaneamente, verso il basso, ma questo è controproducente: non consente di evitare per tempo eventuali oggetti taglienti, induce a tenere una posizione sbagliata e compromette tutta la corsa. La testa va tenuta alta, le vertebre cervicali devono essere allineate con la spina dorsale, lo sguardo dev’essere rilassato: a tal fine, ci si può concentrare verso un punto fisso in linea con il proprio orizzonte.

I piedi vanno tenuti sotto il baricentro, l’andatura dev’essere pulita e priva di oscillazioni, le spalle (ben rilassate) si usano per controbilanciare le anche che, a loro volta, ruotano, seguendo la direzione delle gambe.
Quando si sarà acquisita una certa sicurezza, si può iniziare la corsa scalzi, facendo falcate corte e appoggiando prima la parte anteriore del piede, per evitare troppe sollecitazioni sul tallone. Lo scambio veloce punta-tallone riesce più facilmente tenendo lievemente piegate le ginocchia, inclinando in avanti il corpo e usando il bacino per direzionarsi. Ultima raccomandazione: non ci si deve fermare bruscamente, ma rallentare la corsa raddrizzando ginocchia e schiena. Seguendo questi accorgimenti, sarà possibile praticare il barefoot running con fluidità e in tutta sicurezza, magari pensando ai campioni del passato che hanno reso famoso questo tipo di corsa, come il celeberrimo atleta etiope Abebe Bikila.

Il team di RunningMania

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