È più importante allenarsi o dormire?

È più importante allenarsi o dormire?

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Alcune mattine la tentazione di spegnere la sveglia e continuare a dormire anziché alzarsi e infilare le scarpette da corsa è davvero grande: cosa fare allora?

È l’alba e la sveglia suona: è ora di alzarsi e iniziare una bella sessione di corsa, quel momento tutto vostro prima di cominciare la giornata fitta di impegni. Un solo problema: siete stanchi morti. Il che solleva un quesito non da poco: in giornate come queste è meglio buttarsi giù dal letto ed allenarsi comunque o concedersi un’altra ora sotto le coperte?

Ai fini di una salute ottimale, il sonno e l’allenamento sono ugualmente importanti, il vero problema è che la maggior parte delle persone non si dedica abbastanza né all’uno né all’altro. Secondo il National Institutes of Health, gli adulti dovrebbe dormire 7-8 ore a notte. E per una buona ragione: il sonno svolge un ruolo importante nella nostra salute fisica ed emotiva, aiutando le funzioni cerebrali, riducendo i rischi legati a malattie croniche, promuovendo il benessere mentale e, non ultimo, innalzando le difese immunitarie. Non sorprende dunque che la sensazione di fatica e di “sonno arretrato” influisca sulle prestazioni sportive: avete mai provato a correre in queste condizioni? Vi sarete sicuramente resi conto di quanto sia più faticoso e meno produttivo. È ormai assodato come un miglioramento delle abitudini legate al sonno può apportare benefici all’allenamento. Si tratta di due facce della stessa medaglia. Quindi indugiare fra le lenzuola al mattino può essere la soluzione giusta? Non proprio.

Anzitutto occorre dire che vi sono vantaggi evidenti nell’allenamento mattutino: a livello pratico, poiché fa guadagnare tempo, consentendo di averne di più a disposizione per altre attività durante la giornata e ritmando positivamente la routine quotidiana; a livello fisico, poiché aiuta a velocizzare il metabolismo, dà la carica per affrontare la giornata e rende più produttivi. Non solo, le sessioni di corsa mattutina aiutano a regolarizzare i cicli di sonno e veglia: secondo uno studio americano le persone che si allenano alle 7 del mattino hanno un sonno più profondo e di qualità rispetto a chi si allena dal pomeriggio in poi. Per capire se state effettivamente sacrificando ore di riposo prezioso a favore della corsa, provate a fare un bilancio fra le ore di veglia e quelle di sonno: salvo malattie croniche, se durante il giorno vi sentite spossati, non riuscite a concentrarvi e faticate molto a svegliarvi, dovreste riconsiderare la vostra “tabella di marcia” del sonno.

La decisione di alzarsi (oppure no) per andare a correre di primo mattino è basata anzitutto sulle preferenze personali e dipende da vari fattori, fra cui quante ore di sonno si riesce ad “accumulare” e dalla capacità di ri-programmarsi l’allenamento in un altro momento della giornata. Proviamo a porci queste tre domande al mattino per capire se è il caso di alzarci o restare ancora sotto le coperte:

1 – Ho davvero intenzione di spegnere la sveglia e continuare a dormire?

2 – C’è la possibilità di allenarmi anche in un altro momento della giornata oggi?

3 – Posso rinviare l’allenamento ad un altro giorno, recuperando magari nel fine settimana?

 

Se la risposta a quasi tutte le domande è No allora la soluzione è semplicissima: alzarsi. Se la stanchezza è tanta e proprio non si riesce a buttarsi giù dal letto, meglio non forzare l’organismo, anche per evitare eventuali infortuni, ma adoperarsi per cercare di recuperare l’allenamento in un altro momento della giornata. Se però si finisce col dover sempre scegliere fra il dormire e l’allenarsi qualcosa non va. Come suddetto, infatti, occorre sapere trovare un giusto equilibrio fra le due cose, ritagliandosi il giusto tempo per entrambe. Provare ad alzarsi mezz’ora prima, inizialmente 2 volte a settimana (andando a letto presto!), può essere molto utile allo scopo, abituandoci a prendere gradualmente il giusto ritmo. E a non dover più scegliere quale attività sacrificare.

Il Team di Runningmania

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