Gestire il proprio calendario delle gare: la programmazione degli appuntamenti agonistici per il runner

Gestire il proprio calendario delle gare: la programmazione degli appuntamenti agonistici per il runner

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A quali gare conviene iscriversi? Come conciliare i diversi impegni senza voler strafare? Per i runners amatoriali può diventare indispensabile stilare un vero e proprio calendario agonistico.

Uno degli aspetti che i runners alle prime armi hanno maggior difficoltà a gestire è quello legato alla scelta delle gare a cui partecipare. Come è facile intuire, l’appuntamento agonistico rappresenta non solo l’obiettivo a cui tendere, ma anche un banco di prova per misurare l’efficacia di mesi di allenamento. Tuttavia, gli amatori spesso sono guidati dalla smania di partecipare a più competizioni, non tenendo conto dei fisiologici tempi di recupero e del rischio di infortuni causati da un sovraccarico: ecco perché, seguendo i consigli degli esperti, è necessario programmare un vero e proprio calendario sulla base del proprio livello di preparazione.

Il criterio per scegliere le gare
Innanzitutto, quando si parla del planning degli impegni (che si tratti di una 10Km, di una “maratonina” o di una maratona) è bene non ingolfare il calendario di gare: non esistono appuntamenti irrinunciabili e la decisione non deve essere influenzata dal richiamo di una competizione o dalle scelte del gruppo di amici con cui ci si allena. Nemmeno i runners professionisti esagerano dato che le possibilità offerte nell’arco di un anno sono davvero tante: chi ha esperienza sa che è più importante ottimizzare il rendimento tra una gara e l’altra, anziché puntare sulla quantità e rischiare un infortunio, compromettendo anche gli impegni futuri.

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L’importanza della programmazione
Le gare sono un ottimo momento di confronto e condivisione, nonché di verifica della bontà degli allenamenti spesso affrontati in solitaria: ma ciò che conta davvero è la motivazione e non una scelta casuale e dettata dalle emozioni del momento. Dunque, che si tratti di un amatore o di un professionista scafato, ogni runner ha bisogno di determinare in anticipo il numero delle gare a cui parteciperà nei mesi successivi: gradualità e pazienza dovrebbero essere le linee-guida e l’alternanza di allenamenti e competizioni andrebbe inserita in un “ciclo di lavoro”, magari definito con l’aiuto di un esperto: va comunque sfatato il falso mito secondo cui un fitto calendario aiuti a entrare in condizione, dato che il sovraccarico ha come conseguenza uno stallo forzato e dei periodi di inattività.

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Le differenze tra 10Km, “mezza” e maratona
Per stilare un planning delle competizioni, è utile esaminare le distanze più gettonate dai runners, vale a dire la 10Km, la “mezza” e la maratona. Nel primo caso, si tratta della distanza su cui imperniare tutti gli allenamenti: le prime volte si può optare per un percorso omologato, pianeggiante e non affollato di concorrenti. Tuttavia, non è consigliabile parteciparvi ogni domenica, ma alternarla ogni cinque settimane per arrivare coi giusti “carichi” nelle gambe; un’alternativa è quella di correre la 10Km più spesso ma senza forzare, interpretandola come un allenamento competitivo. Nel caso della mezza maratona, l’avvicinamento è più articolato: l’allenamento-base prevede quattro uscite settimanali; il consiglio è di correre non più di tre “mezze” all’anno, privilegiando il periodo che va dalla primavera all’autunno. Infine, se l’obiettivo è la maratona, è necessario rinunciare alle gare domenicali e dedicare vari weekend ad allenarsi: se si è al primo tentativo, è bene programmare una sola maratona all’anno, da correre in primavera e dedicando alla preparazione i mesi più freschi.

 

Il team di RunningMania

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