I consigli giusti per superare in gara gli avversari

I consigli giusti per superare in gara gli avversari

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Avere la meglio su un avversario durante una gara non è soltanto una questione fisica, ma anche mentale, soprattutto quando c’è molto equilibrio fra le forze in campo. Per prevalere nella corsa, infatti, molto spesso le gambe e i polmoni non bastano, serve la strategia giusta per tirare fuori il massimo dal proprio corpo… e magari anche qualcosina in più. Distribuire in maniera corretta le forze consente di ottimizzare il risultato, permettendo di migliorare la propria performance o, in gara, il proprio piazzamento.

In una competizione non si improvvisa nulla, serve programmare e pianificare lo sforzo lungo la durata della gara; allo stesso modo sono importanti anche le settimane e i giorni che precedono la corsa, in cui ogni dettaglio dev’essere curato per potersi poi esprimere al meglio il giorno della gara. Alcuni consigli possono essere molto utili per tirare fuori tutto il potenziale di un runner e permettergli di dare il meglio di sé durante la corsa. Con la giusta tattica, inoltre, si può essere competitivi anche quando non si è al top della condizione.

In questi casi, ad esempio, è consigliato evitare di correre all’attacco, meglio risparmiare energie restando “nascosti” nel gruppetto che mantiene un ritmo non troppo eccessivo. Se poi rimangono energie in più da sfruttare per il finale, si può provare a forzare l’andatura in vista dell’arrivo. La gara va impostata non solo in base alla condizione fisica nel giorno della competizione, ma anche a seconda delle caratteristiche del runner. Chi è dotato di spunto veloce, può preparare una gara d’attesa restando con il gruppo dei migliori sino in prossimità del traguardo.

A quel punto può far valere la sua superiore velocità per precedere gli avversari sulla linea d’arrivo. Chi invece non ha uno spunto veloce deve impostare la corsa sul ritmo, cercando di tenerlo alto fin dall’inizio in modo da “scremare” gli avversari e ridurne il numero man mano che la corsa si sviluppa. Non di meno sono importanti anche le caratteristiche degli avversari, di cui bisogna tenere conto per impostare la propria strategia. In base alle loro peculiarità, infatti, si può tenere un ritmo sostenuto oppure preferire cambi di ritmo con scatti frequenti.

Un attacco in salita o in discesa avrà più efficacia se l’avversario soffre la salita o dimostra di essere incerto nei tratti in discesa. Osservare i rivali è sempre un consiglio utile: se la corsa non è più coordinata come all’inizio o il respiro è diventato affannoso, significa che stanno attraversando un momento di difficoltà del quale si può approfittare. Naturalmente, per sapere in quali punti attaccare, è necessario conoscere il percorso, che va studiato nei giorni precedenti alla gara.

Ad incidere sulle performance sono anche le condizioni atmosferiche: se il vento è contrario, non ha senso attaccare e prenderlo “in faccia” da soli, poiché si consumano più energie senza andare realmente più forte. Meglio stare riparati nel gruppo. In caso di pioggia – se ci si trova a proprio agio – si può attaccare fin dall’inizio per tentare l’effetto sorpresa; se invece si soffre la corsa bagnata, è preferibile una tattica attendista, limitando il dispendio di energie. I runners predisposti all’attacco non dovranno esagerare in tal senso, ma scattare solo quando sono sicuri che quello scatto può far male agli avversari; gli atleti attendisti, invece, dovranno sviluppare la sensibilità per capire quando è il momento di cambiare ritmo e tentare di staccare gli avversari, attraverso un’attenta osservazione dei rivali durante la corsa.

Il team di RunningMania

 

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