I consigli per migliorare la tecnica nel triathlon

I consigli per migliorare la tecnica nel triathlon

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Avere cura della tecnica di corsa è un fattore indispensabile affinché il gesto atletico sia redditizio e perfezionare l’aspetto tecnico risulta ancora più importante nel triathlon, dove si mescolano tre sport differenti: alla corsa, infatti, si aggiungono nuoto e ciclismo. Ottimizzare le risorse può essere decisivo per risparmiare energie e andare più veloce, ottenendo così risultati migliori. La tecnica nel triathlon è importante non solo nelle diverse frazioni ma anche nelle transizioni, vale a dire nei passaggi da una frazione ad un’altra.

In fatto di tecnica la frazione a nuoto è quella che richiede la maggiore attenzione, studiando le varie fasi che compongono una bracciata e che sono nello specifico la presa, la trazione, la fase di spinta e infine il recupero. Lavorando sulla tecnica della bracciata la si potrà rendere più efficace e meno dispendiosa, e faticando meno si avrà la possibilità di incrementare la velocità. La punta delle dita, nel momento in cui il braccio entra in acqua, deve ritrovarsi allineata con l’asse delle spalle; dopo le dita, devono entrare in acqua il palmo della mano, il polso e l’avambraccio.

La seconda fase, ovvero la trazione, comincia poco dopo l’ingresso in acqua dell’avambraccio: si racchiudono leggermente le dita e poi si passa alla spinta, che prosegue fino a quando il braccio non sarà di nuovo in linea con il fianco. Il recupero avviene quando il braccio (rilassato) si trova nella fase aerea e ci si prepara ad immergerlo nuovamente nell’acqua. Per perfezionare tale movimento sino a renderlo “naturale” è necessario molto esercizio e parecchie vasche, al fine di automatizzarlo.

Oltre alla bracciata, bisogna dedicarsi anche alla posizione in acqua del corpo, vale a dire l’assetto. Per essere più veloci in acqua è necessario essere idrodinamici e per fare ciò bisogna mantenere in posizione rilassata la testa e il più ferma possibile, senza coinvolgerla nei movimenti effettuati dal corpo; per tenere la testa in posizione ferma bisogna mantenere gli occhi perpendicolari al fondo della piscina quando ci si allena. La schiena deve restare dritta e il corpo allungato al massimo in maniera da farlo “scivolare” sull’acqua.

In sostanza, bisogna restare il più possibile paralleli al fondo per evitare che il corpo generi resistenza nel momento in cui va a penetrare l’acqua. Dopo aver perfezionato lo stile nel nuoto, è necessario pensare alla frazione di ciclismo: la chiave per andare forte (come ci insegnano i campioni delle due ruote a pedali fra i quali Chris Froome e Vincenzo Nibali) è pedalare in agilità, ovvero mantenere una frequenza di pedalata elevata spingendo rapporti più leggeri. Con questo sistema è possibile andare veloci senza affaticare eccessivamente i muscoli.

L’agilità, però, dev’essere allenata in modo da riuscire a viaggiare in pianura fra le 90 e le 105 pedalate al minuto e in salita con qualche pedalata in meno (circa una decina). È possibile calcolare la frequenza servendosi di un sensore di cadenza, che va applicato alla pedivella della bici durante l’allenamento. Infine vediamo in che modo affinare la tecnica nella corsa; i podisti con una certa esperienza già sapranno che il modo migliore per andare forte è quello di correre con passi brevi e frequenti.

La corsa risulterà in tal modo più efficace e soprattutto meno dispendiosa. Questo sistema è utile anche per migliorare l’appoggio e ridurre di conseguenza il pericolo di infortuni. Per rendere più veloci le transizioni da una frazione all’altra esiste un solo metodo: l’allenamento. Combinando nelle sessioni di training i passaggi dal nuoto al ciclismo e dal ciclismo alla corsa si avrà modo di perfezionare le transizioni rendendole più efficaci e veloci.

Il team di RunningMania

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