I dieci chilometri danno la misura di quanto correre

I dieci chilometri danno la misura di quanto correre

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Anche i runner più esperti, i professionisti di questo sport ormai molto diffuso, hanno cominciato la loro carriera agonistica o semplicemente sportiva senza sapere cosa chiedere esattamente al proprio corpo. Come fare dunque a prendere le misure del proprio organismo, delle sue doti agonistiche, delle virtù e anche dei punti deboli, capendo così dove insistere – e quanto insistere – per migliorarsi, e quando invece fermarsi perché qualcosa va oltre le forze del proprio corpo? Si tratta di un compito meno complicato di quello che può apparire, poiché la risposta alla domanda di cui sopra sta in un numero: dieci chilometri. Sì, perché secondo la maggior parte dei runner esperti sarebbero proprio di dieci chilometri di corsa la strada più breve per capire a che ritmo correre, cominciando così a porsi degli obiettivi precisi e delle scadenze temporali da rispettare.

Del resto i dieci chilometri non fanno paura a nessun atleta, indipendentemente dall’età e dal livello di preparazione; dieci chilometri rappresentano una distanza agevole per podisti di qualsiasi livello, nonché una sorta di test o di prova che può essere affrontata con facilità e relativa abilità persino da chi non è abituato a gareggiare, tanto meno in maniera agonistica. A tal proposito, è importante anche definire il concetto di andatura, ovvero il tempo al chilometro che definisce anche il ritmo della corsa. Ebbene, l’andatura che si mantiene in una gara su questa distanza (dieci chilometri, appunto) è un valido indicatore che serve a stabilire quali sono i ritmi di corsa da mantenere durante le varie tipologie di allenamento (fondo lento, fondo medio, ecc.) affinché esse adempiano allo scopo per cui vengono programmate, ossia sviluppare determinate caratteristiche e migliorare specifici parametri di gara. Come accennato sopra, gran parte dei runner utilizza da sempre le prestazioni ottenute sui dieci chilometri di distanza come punto di riferimento per desumere indirettamente quella che viene definita la soglia anaerobica dei podisti amatori.

Ovviamente chi corre ad alti livelli, senza necessariamente essere un atleta che svolge l’attività agonistica, ha tutt’altri parametri di riferimento; questi runner infatti, hanno la capacità di tenere l’intensità del proprio sforzo a cavallo tra l’aerobico e l’anaerobico anche per un’ora. Un risultato che può apparire persino stupefacente a chi, con una preparazione più modesta, a malapena riesce a raggiungere i trenta minuti. Tuttavia si può affermare che chi riesce a percorrere dieci chilometri in un tempo che va dai quaranta ai cinquanta minuti, tiene un ritmo che coincide con il punto di riferimento da cui partire per calcolare i diversi ritmi di corsa da tenere per ogni specifica gara o allenamento da affrontare.

Il team di RunningMania

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