I fattori che influenzano il miglioramento nel running

I fattori che influenzano il miglioramento nel running

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I più importanti fattori coinvolti nel miglioramento delle prestazioni nella corsa sono: l’allenamento, lo stile di vita atletico, il peso corporeo, gli eventuali infortuni e l’età del runner.

L’allenamento è caratterizzato da un aspetto quantitativo ed uno qualitativo. Ci sono runner che si allenano 6 giorni a settimana ed altri soltanto 2. I maggiori miglioramenti si hanno in coloro che si allenano quasi ogni giorno. Due soli allenamenti a settimana possono essere utili solo ad alcuni runner come mantenimento. L’allenamento corretto permette all’atleta di esprimere il proprio potenziale il quale ha però un limite genetico. Non tutti possono diventare campioni ma tutti possono incrementare le prestazioni personali.

Dal punto di vista qualitativo l’influenza dell’allenamento sulla prestazione è minore rispetto all’aspetto quantitativo. Una volta che il runner ha raggiunto la maturità atletica, le possibilità di miglioramento sono ridotte ma le piccole differenze possono fare una gran differenza in una gara. Nella maggior parte dei runner amatoriali l’incremento delle performance è dovuto alla quantità di allenamento abbinata a fattori come lo stile di vita ed il peso più che a tabelle particolarmente avanzate o a cambio di allenatore. Molte volte un podista amatore si avvicina al running senza necessariamente avere la predisposizione per raggiungere elevate prestazioni. Se ci si allena correttamente e senza interruzioni il periodo di adattamento e miglioramento potrà durare da 2 a 5 anni. 

Nel dilettante la riduzione del peso corporeo causata dall’allenamento porta ad un più rapido incremento della performance. Questo miglioramento non dipende però da una reale e maggiore resistenza ma dal fatto che l’atleta ha meno peso da portarsi addosso. Quindi la perdita di peso comporta un aumento di velocità perché ci si affatica meno. In un runner di circa 70 kg si assiste ad un miglioramento di 2,5 secondi al chilometro. La percentuale di massa grassa può arrivare al 10% negli uomini ed al 18% nelle donne. Il fattore infortuni influenza negativamente i risultati dell’allenamento. Ogni podista ha una distanza critica e quanto più si avvicina ai propri limiti tanto più si innalza il rischio di infortunio. Naturalmente essere costretti ad interrompere l’allenamento comporterà un calo della performance e un rallentamento dei miglioramenti.

L’età del runner è un altro fattore prestazionale negativo. Si è visto che, dopo i 40 anni, si ha un peggioramento pari a circa 2 secondi a chilometro all’anno. Uno stile di vita scorretto porta a riduzioni di forma ancora maggiori. Quindi fumare, bere alcool, non curare l’alimentazione ed essere sottoposti a stress psicofisici eccessivi farà calare drammaticamente le performance nella corsa. Oltre a questi fattori fondamentali, ne esistono altri che influenzano alla prestazione, sebbene in misura molto minore. Uno di questi è l’aspetto psicologico, difficile da cambiare se non nei giovani.

Altro fattore secondario è l’alimentazione che deve essere curata senza però aspettarsi miglioramenti miracolosi. Gli integratori, in alcuni casi, possono aiutare ma anch’essi non possono garantire differenze eccezionali. Le scarpe devono essere specifiche e sufficientemente leggere. Il potenziamento muscolare e lo stile di corsa incidono poco sull’incremento delle performance nel running.

 

Il team di RunningMania

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