Il rapporto fra caffeina e attività fisica

Il rapporto fra caffeina e attività fisica

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Il caffè è la bevanda più amata dagli italiani. Il rapporto fra caffeina e sport è però controverso: oltre una certa soglia, infatti, è ritenuta doping

Sono tanti gli italiani che non riescono a fare a meno di una tazzina di buon caffè la mattina a colazione oppure dopo pranzo: anche per questo motivo, dalle statistiche, il caffè risulta fra le bevande più amate nel Bel Paese, forse la preferita in assoluto. Ma qual è il rapporto fra caffè – nello specifico la caffeina – e lo sport? In linea generale lo potremmo definire controverso.

La caffeina, infatti, è una sostanza stimolante ed è presente non soltanto nel caffè ma anche nel , nella coca cola, nel cioccolato e in vari altri alimenti. I suoi effetti sull’organismo possono essere paragonati a quelli dell’anfetamina, anche se risultano decisamente più blandi. La caffeina, dunque, è capace di ridurre il senso di fatica e incrementare la capacità di concentrazione. L’azione eccitante di questa sostanza si attenua se l’uso nel corso della giornata è continuativo; si viene a creare, insomma, un effetto-assuefazione che ne limita i benefici.

La caffeina viene considerata doping dal Cio (Comitato Olimpico Internazionale): scatta la squalifica quando nelle urine viene rinvenuto un quantitativo pari a 12 µg/ml, che corrisponde a circa 1 grammo di caffeina. Ogni tazzina di caffè contiene tra i 40 e 150 mg di caffeina e sono sufficienti circa 85 mg per avere i primi effetti sul sistema nervoso centrale. L’abuso di caffeina non solo limita i benefici, ma comporta degli effetti collaterali anche gravi, fra cui ansia e disturbi gastrici, emicrania, ipertensione, tremori e aritmia cardiaca.

Un’assunzione in dosi corrette, però, assicura dei vantaggi a chi pratica attività sportiva: limita il calo di glicogeno muscolare perché consente l’utilizzo degli acidi grassi come fonte energetica e stimola il rilascio di adrenalina. In particolare, la caffeina può rivelarsi utile a chi fa running e gareggia su lunghe distanze, corse nelle quali la diminuzione del glicogeno muscolare può voler dire compromettere la prestazione.

La caffeina favorisce l’uso di acidi grassi come fonte energetica dopo circa qualche ora dalla sua assunzione e il quantitativo necessario a migliorare la resistenza anche nelle prestazioni di durata media è di circa 350 mg, che equivale grosso modo a 3-4 tazzine di caffè. In definitiva, l’assunzione di caffeina è in grado di incrementare le performance, ma non bisogna eccedere perché oltre un certo dosaggio diventa doping e, soprattutto, perché ha degli effetti negativi sulla salute dell’organismo.

Il team di RunningMania

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