Il ritmo del cuore: la frequenza cardiaca

Il ritmo del cuore: la frequenza cardiaca

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Fonte immagine: http://www.my-personaltrainer.it/Foto/Frequenza_cardiaca/Valore_minimo_frequenza_cardiaca_riposo.html

A scandire il ritmo del cuore provvede la frequenza cardiaca, che regola il battito. Per chi pratica running è un elemento fondamentale: scopriamolo insieme

Il cuore viene ritenuto il motore di un atleta: si tratta di un organo davvero sofisticato, in grado di adattarsi alle varie condizioni di sforzo richieste. L’intero sistema cardiovascolare è una complessa macchina estremamente evoluta, che consente all’uomo di raggiungere performance notevoli; con il giusto allenamento, è possibile per tutti migliorare questa “macchina” e di conseguenza incrementare il proprio rendimento. Il ritmo del cuore è scandito dalla frequenza cardiaca, che nel parallelismo con le vetture può essere considerata il contagiri del motore dell’atleta, per questo è un elemento fondamentale per chi fa sport e in particolare si dedica alla corsa.

Grazie alla frequenza cardiaca, inoltre, è possibile comprendere se tutto nella macchina-uomo sotto sforzo funziona a dovere, nello specifico controllando la velocità di recupero. Il recovery date è quel dato che si ottiene calcolando la frequenza cardiaca appena concluso lo sforzo e poi di nuovo un minuto più tardi, effettuando quindi la sottrazione fra il primo ed il secondo valore. Il risultato ottenuto va diviso per dieci; se i due valori sono 180 e 120, il recovery date si ottiene calcolando 180-120= 60, dividendo poi 60:10, dunque il risultato sarà 6.

frequenza-cardiaca-del-runner

Un recovery date buono è compreso in genere fra 3 e 10, al di sotto di tre non è un buon valore per un atleta allenato, mentre per chi ha cominciato da poco o è rimasto fermo per diverso tempo rientra nella normalità. La frequenza cardiaca è anche un ottimo strumento per allenarsi, non solo per i runner di alto livello ma anche per chi è agli inizi: tutto ciò che serve è un cardiofrequenzimetro.

Per prima cosa bisogna calcolare la propria frequenza cardiaca massima, dopodiché si può dare inizio agli allenamenti con i primi venti giorni basati sull’alternanza fra corsa e camminata, cercando di rimanere al 60-70% della propria frequenza cardiaca massima (col cardiofrequenzimetro si potrà avere una valutazione molto precisa). Dopodiché, accanto alle sessioni da correre allo stesso ritmo si possono aggiungere sedute più intense, in cui arrivare all’80-85% della frequenza cardiaca massima. In questo modo si fa salire di giri il motore, abituandolo a sforzi più intensi e migliorando di conseguenza le proprie prestazioni.

 

Il team di RunningMania

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