Imparare a fare stretching

Imparare a fare stretching

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Il tempo speso per lo stretching non è mai tempo perso, ma per ottenere dei risultati è importante conoscere a fondo questa pratica di riscaldamento.

Come per molte altre attività (non solo sportive) se fatta male, infatti, non porta dei benefici al proprio corpo ma, al contrario, può nuocere a muscoli ed articolazioni. Questo discorso è valido anche per lo stretching praticato dai runner prima della corsa, che devono imparare la cultura che sta alla sua base.

Aumentare l’elasticità dei muscoli non è sempre sinonimo di miglior resa e, soprattutto, non è di certo sinonimo di mancanza di problemi muscolari e fisici per chi pratica la corsa. Anzi, arrivati ad una certa età anche il tentativo eccessivo di allungare un muscolo non più tonico può portare a contratture o a lesioni. Lo stretching fa bene, è una buona abitudine da rispettare e da praticare con i giusti tempi e seguendo i giusti esercizi, ma non è da considerare come un mantra. O almeno, non lo è in molti casi.

Ad esempio per chi ha subito un’immobilizzazione, a seguito di un incidente o di un trauma anche non legato all’attività sportiva, che ha coinvolto le articolazioni e i tendini, lo stretching non porta solo benefici ma deve essere utilizzato come vera e propria terapia. Ma, in questo caso, è bene farsi aiutare da una persona esperta. Intervenire su un muscolo lesionato è sempre molto delicato. Se il trauma ha causato, ad esempio, un problema di infiammazione del tendine lo stretching può risultare dannoso. Prima di intervenire bisogna, quindi, risolvere il problema dell’infiammazione, con medicinali o interventi di altro genere e, solo in seguito, praticare lo stretching.

La cultura dello stretching è ancora, al giorno d’oggi, piuttosto vaga ed approssimativa. Anche i più esperti, posti davanti alla richiesta di spiegazioni su questa pratica, danno risposte confuse e spesso errate. Lo sbaglio più comune è credere che lo stretching possa prevenire il rischio di infortunio per chi pratica la corsa. In realtà questi esercizi sottopongono muscoli e tendini ad un trauma, per questo se non effettuati correttamente possono contribuire a creare un infortunio per il runner.

In sintesi, l’amatore non particolarmente esperto trae maggior beneficio da un buon riscaldamento prima della corsa, che non è mai traumatico e che predispone l’apparato scheletrico e muscolare allo sforzo fisico. Questo vale in particolar modo per chi non è alla ricerca del risultato ad ogni costo, ma pratica la corsa per divertimento e per passione. Chi, al contrario, per differenti motivi deve allenarsi per raggiungere un risultato in termini di prestazione ottimale può optare per la pratica dello stretching, non prima di averlo studiato a fondo e di aver compreso le basi dell’anatomia muscolare e tendinea. Chi non presta attenzione durante l’esecuzione di questi esercizi (con particolare riguardo alla posizione, alla durata, al numero delle ripetizioni, ai tempi di recupero) rischia davvero tanto.

Il team di RunningMania

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