Infortuni e angolo di progressione del piede

Infortuni e angolo di progressione del piede

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All’inizio della mia carriera di fisioterapista una delle attività più divertenti che mi capitava di fare con i miei compagni di corso era quella di sederci su una panchina al parco ed analizzare come camminavano le varie persone che passavano.


Camminare, come correre, è una cosa personale ed unica, ognuno ha un suo proprio modo di camminare che lo contraddistingue. Una caratteristica che mi ha sempre fatto riflettere è il modo in cui una persona appoggia il piede al suolo. C’è chi cammina con le punte dei piedi che guardano in fuori (piedi a papera) e chi cammina con le punte dei piedi che guardano in dentro.


Qual è il modo giusto di tenere i piedi? Dovrebbero guardare avanti, in fuori o in dentro? Conoscere cos’è l’angolo di progressione del piede ci aiuterà a capire qual è il modo giusto di camminare e che implicazioni comporta.

L’angolo di progressione del piede è quell’angolo che si forma tra la tibia ed il bordo esterno del piede quando camminiamo o corriamo. E’ un angolo che si forma perché non camminiamo con le punte dei piedi che guardano in avanti, ma leggermente in fuori (tra i 7 e i 13 gradi). Un eccesso di questo angolo può essere dovuto a cattive abitudini o tensioni muscolari o essere fisiologico e dovuto a variazioni strutturali della gamba, come torsioni al femore o alla tibia. In quest’ultimo caso, correggere l’allineamento del piede, forzandoci a correre con i piedi che guardano avanti porterà il RUNNER a sviluppare dolori ed infiammazioni.

Quando abbiamo la tendenza a correre con i piedi a papera (quindi con un angolo di progressione > 13 gradi) è importante analizzare con il FISIOTERAPISTA se questa variazione è una cattiva abitudine da correggere perché conseguenza di tensioni muscolari o se è strutturale e quindi non modificabile.

Durante la corsa il corpo si muove in avanti sul piano sagittale e uscire da questo piano può predisporre ad infortuni. Il peso del corpo sarà trasferito più in fretta alla parte mediale del piede, aumentando lo stress di queste strutture (fascia plantare, tibiale posteriore, alluce valgo). I muscoli primari nella locomozione come il tibiale anteriore e il gastrocnemio perderanno il loro braccio di leva ideale e saranno sostituiti dai peronei e dal tibiale posteriore. Per finire, ci sarà bisogno di meno dorsiflessione che, col tempo, si riduce.
Tutte queste alterazioni aumentano il rischio d’infortuni e sono spesso la causa di problemi che non si risolvono.
Interpretare correttamente l’angolo di progressione del piede è una condizione necessaria per una buona riabilitazione come per prevenire infortuni o capire il modo corretto di allenarsi.

Ricapitolando:

  • È normale che i piedi guardino in fuori (tra 7 e 13 gradi)
  • Se i piedi guardano troppo in fuori o in dentro devo capire se è una cosa strutturale o legata a cattive abitudini
  • Se è strutturale NON devo correggere la posizione del piede
  •  

    Se è posturale devo bilanciare le tensioni muscolari e correggere il piede per evitare cambiamenti biomeccanici

Dott. Gianluca Italiano
FISIOTERAPISTA OMT
www.gianlucaitaliano.com

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