La consapevolezza della corsa

La consapevolezza della corsa

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Correre fa bene: tutti lo sanno, ma in tanti ignorano il perché faccia bene; andiamo alla scoperta di ciò che avviene nel cervello quando si corre

Che la corsa faccia bene al fisico è ormai un dato di fatto e sempre più runner stanno scoprendo che correre fa bene anche alla mente. Quello che, però, ancora molti non sanno è il perché il running faccia bene alla mente, ovvero quali meccanismi si innescano nel cervello in grado di portare benefici all’organismo. Il “dietro le quinte” degli effetti della corsa sul cervello sono affascinanti e conoscerli incrementa la consapevolezza del podista circa l’attività fisica che sta svolgendo.

Quando si corre aumenta il flusso sanguigno in direzione delle meningi, ecco perché la corsa favorisce la crescita di cellule nervose nuove – denominata neurogenesi – come spiegato da J. Carson Smith, professore presso la University of Maryland. Questo processo contrasta l’invecchiamento, dunque un runner riesce a mantenere più giovane il proprio cervello grazie al tipo di attività che svolge. Le cellule cerebrali hanno una vita più lunga se si corre con regolarità, per tale ragione il running si rivela fondamentale nel prevenire la demenza senile.

La corsa, inoltre, favorisce l’aumento del volume dell’ippocampo (una regione del cervello che in genere non cresce durante l’età adulta), il quale è coinvolto nelle patologie di tipo neurodegenerativo. Stimolando la capacità di apprendimento e la memoria – come avviene quando si corre – è possibile ridurre il rischio di insorgenza di malattie di questo tipo, prima fra tutte l’Alzheimer.

Studi condotti alcuni anni fa hanno dimostrato che persone che corrono con regolarità mostrano migliori capacità organizzative e di gestione rispetto a coloro che conducono una vita prevalentemente sedentaria. L’attività aerobica, infine, ha effetti molto positivi sull’umore: secondo diverse ricerche degli ultimi dieci anni, la corsa può essere paragonata ai farmaci anti-depressivi, ma si rivela una “cura” decisamente migliore; coloro che sono stati curati con farmaci SSRI (anti-depressivi serotinergici) hanno avuto delle ricadute, al contrario di chi invece si era affidato alla corsa con regolarità per contrastare la propria depressione.

Il team di RunningMania

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