La prevenzione della tendinite

La prevenzione della tendinite

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La tendinite è un’infiammazione che non solo comporta l’interruzione dell’attività sportiva, ma può degenerare in una vera e propria lesione: non va sottovalutata, ma prevenuta.

L’infiammazione tendinea è uno dei problemi più frequenti che riscontra chi pratica sport, ma questo non significa che non sia possibile evitarla. L’insorgere di questa infiammazione è quasi sempre connesso a una scarsa elasticità dei tendini o a un sovraccarico degli stessi. La prima regola per prevenire tale disturbo, quindi, è di eseguire, come preparazione a ogni sessione di allenamento, degli esercizi di stretching, mirati ad allungare la muscolatura. Inoltre, sempre nella fase preliminare dell’attività sportiva, i muscoli devono essere adeguatamente riscaldati, in modo tale che gli stessi ricevano un’adeguata irrorazione sanguigna. Altro suggerimento: mai strafare. Se si inizia uno sport, o si rientra in attività dopo un lungo periodo di riposo, l’approccio deve necessariamente essere graduale, perché il corpo umano è in grado di rispondere a nuovi impulsi ma necessita di una fase di adattamento agli stessi. Inoltre, non bisogna mai sottovalutare l’importanza del saper ascoltare il proprio corpo che è dotato di una serie di campanelli di allarme atti a prevenire serie complicanze. 

Gli sportivi sanno che sforzo e affaticamento sono situazioni che vanno accettate per ottenere dei risultati, ma non si deve minimizzare il dolore, soprattutto quello tendineo. In caso di comparsa dello stesso, per non aggravare uno stato infiammatorio latente, è necessario il riposo o, se possibile, il passaggio a un esercizio fisico meno impegnativo di quello usuale che non carichi troppo i muscoli doloranti. Quando necessario, è bene applicare pomate o cerotti antinfiammatori, nonché eseguire degli impacchi di ghiaccio, per lenire il dolore ed evitare la degenerazione dell’infiammazione. E se, così facendo, il dolore non passa, bisogna rivolgersi a un medico per un’eventuale indagine diagnostica. A proposito di antinfiammatori, va ricordato che vi sono molti cibi dotati di questo potere, come la radice di zenzero, i frutti di bosco, il sedano e i legumi: integrare la dieta con questi alimenti è un accorgimento più che utile per la prevenzione della tendinite.
A tal fine, anche l’equipaggiamento è molto importante. Il runner, per esempio, dovrà accertarsi di usare delle scarpe adatte alla propria calzata, alla tipologia del collo del piede e all’appoggio dello stesso, nonché al peso corporeo.

Tutti gli sportivi devono prestare attenzione nell’acquisto delle calzature e soprattutto i podisti: una scarpa va provata e testata. In linea generale, considerato che le calzature per il running vengono classificate in quattro categorie (da A1 a A4), per un peso non superiore ai 90 kg possono andar bene modelli di tipologia A3. Questi ammortizzano quanto serve ma non richiedono un eccessivo sforzo per staccare il tallone da terra, cosa che, a lungo andare, potrebbe infiammare il tendine calcaneale. Le scarpe, poi, non devono mai essere troppo strette e, in caso di collo alto del piede, va scelta una calzatura con allacciatura abbondante, per non costringere troppo i tendini estensori e quello d’Achille. Proprio quest’ultimo ha creato grossi problemi a un atleta pluripremiato dell’NBA, ossia Kobe Bryant che, nel 2013, ha dovuto subire un intervento di tenorrafia achillea.

 

Il team di RunningMania

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