La ricetta per vivere sereni secondo Benedict

La ricetta per vivere sereni secondo Benedict

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Benedict è americano, ha 35 anni ed è felice: lo ammette lui stesso, in maniera lucida e diretta, confessando di aver trovato la sua personale ricetta per la felicità. Questo non significa che sia valida per tutti, ovviamente, ma certo è un buon punto di partenza, un’indicazione sulla strada da seguire che Benedict vuole condividere con altri, sperando che sia d’aiuto per chi come lui cerca la felicità ma per un motivo o per l’altro ancora non è riuscito a trovarla. La primissima curiosità di chi incontra Benedict per la prima volta è la stessa: cosa fa per essere felice? In che modo trascorre le sue giornate?

Benedict gira per il mondo e lo fa con una bicicletta: ha realizzato quello che era il suo sogno fin da piccolo, ovvero andare alla scoperta del pianeta e della natura. Qualcuno potrebbe storcere il naso: sì, va bene, ma di cosa campa? Come riesce a sopravvivere semplicemente viaggiando? Pur premettendo che lavorare non gli piace, Benedict riconosce che è inevitabile farlo, poiché i soldi servono a tutti, pure a chi decide di andare in giro per il mondo sul sellino di una bici. Quello che Benedict ha raggiunto è un equilibrio: non vive per lavorare, bensì lavora per vivere, ovvero per guadagnare ciò che gli serve per potersi dedicare poi ad altro.

Benedict è laureato in Scienze della nutrizione e si limita a lavorare per soli sei mesi all’anno: nei mesi restanti si dedica alla sua passione, a ciò che lo rende felice e che lo fa sentire vivo. Questa è la sua ricetta, semplice ma allo stesso tempo vincente, poiché questo americano di 35 anni è sereno, appagato e sta bene con se stesso. Certo, la sua ricetta cozza un po’ con il concetto di lavoro fisso: quale impiego permette di assentarsi per sei mesi dal posto di lavoro?

Benedict, infatti, non ha un impiego fisso: guadagna i suoi soldi riparando bici e vendendo pezzi di ricambio che provengono dalla sua collezione che comprende una ventina di biciclette, fa la guida turistica e pure il pescatore; insomma, tutto ciò che gli consente di guadagnare dei soldi senza avere dei vincoli da rispettare o contratti che rischiano di tenerlo legato troppo a lungo in un luogo. “Nel New England 400 anni fa bastavano 9 ore per procurarsi ciò che serviva per una settimana e il resto era tempo libero“: attraverso questa frase Benedict illustra il suo concetto di lavoro, dichiarandosi non adatto al tipo di vita introdotto dalla rivoluzione industriale.

La sua esistenza è sicuramente diversa da quella della maggior parte delle persone che lavorano: non dispone di un conto in banca, mette da parte i suoi soldi all’interno di sacchetti senza neppure contarli e vive alla giornata, senza preoccuparsi troppo di ciò che il futuro gli riserva. L’unico oggetto di cui ha bisogno è la bicicletta: deve averla sempre accanto, altrimenti rischia di avere degli attacchi di panico, come lui stesso ha confessato. Può andar bene pure una bici rotta, si può pur sempre riparare, no?

Descritto in questo modo, Benedict appare come un uomo che rifiuta la modernità, ma non è affatto così: sa usare la tecnologia ed è un appassionato di Instagram e, seppur spesso in giro per il mondo, non può fare a meno di una connessione internet. La vita moderna avrà tanti difetti, ma di sicuro la comodità non è uno di questi! L’importante è non diventarne schiavi, sottolinea Benedict. Gli aspetti di una vita standard – il lavoro, la famiglia, le bollette, il mutuo, la burocrazia in genere – erano fonte di stress per lui, e così ha deciso di eliminarli dalla propria esistenza. Dimostrando non solo che è possibile, ma che potrebbe essere proprio quella la via verso la felicità.

Il team di RunningMania

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