La ripresa dell’allenamento dopo un infortunio: ad ognuno i suoi tempi

La ripresa dell’allenamento dopo un infortunio: ad ognuno i suoi tempi

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Riprendere a correre dopo un periodo d’inattività causata da un infortunio, può essere molto duro e non solo dal punto di vista fisico, ma anche psicologico. Rendersi conto di non riuscire a sostenere ritmi e tempi che si correvano con facilità in precedenza può portare i runner a fare un errore molto grave, ossia quello di voler bruciare i tempi per cercare di tornare in forma quanto prima possibile. Spesso, infatti, il desiderio di voler riprendere a correre è più forte anche dei consigli degli amici, del medico o dell’allenatore.
La ripresa dell’allenamento dopo un infortunio, invece, deve essere molto graduale e non si può pensare di iniziare a programmare allenamenti sostenuti o con chilometraggi elevati se non dopo un certo periodo di preparazione, che riporti il corpo e i muscoli a determinati ritmi.
Naturalmente, come si può immaginare, non esiste una ricetta perfetta che si possa adattare a ogni runner, perché la fase intermedia che serve per ritornare in forma varia molto, sia a seconda del runner, sia a seconda del tipo di infortunio che ha causato lo stop. Piccole infiammazioni o leggere contratture prevedono, infatti, periodi di ripresa sicuramente inferiori rispetto a chi si rimette in moto dopo uno strappo, una frattura o altri tipi di traumi importanti.

Iniziare lentamente, senza voler forzare, ossia senza cercare di fare il passo più lungo della gamba è fondamentale per assicurarsi che il processo di guarigione sia completato. Ma soprattutto è fondamentale per evitare che si presentino altri piccoli acciacchi, dovuti alla mancanza di allenamento. Tutti i runner sanno che basta qualche giorno di stop (a volte anche solo per il cattivo tempo) e le gambe non girano più, si sentono indolenzimenti in varie parti del corpo e spesso si sente una diminuzione dell’elasticità muscolare. Se tutto questo si verifica con appena tre-quattro giorni di inattività è facile immaginarsi perché i runner hanno tanto timore di restare fermi a lungo e cercano sempre di accorciare i tempi di recupero.

Quando si infortunano, molti atleti di livello sopperiscono alla mancanza di allenamento specifico con altri tipi di attività fisica, dalla palestra alla piscina, fino alla bicicletta, a seconda del problema che li ha portati a stare fermi. Si tratta sicuramente di un ottimo modo per stare a riposo e, allo stesso tempo, per non perdere la tonicità muscolare e mantenere un buon allenamento cardio-vascolare e aerobico.
Tuttavia, quando ci si infortuna, il riposo è la prima cura e la ripresa degli allenamenti deve essere lenta e graduale per poter assicurare il ritorno in forma. Ci sono moltissimi esempi nel mondo dello sport professionistico di atleti che hanno ripreso le proprie attività bruciando le tappe e si sono poi ritrovati a subire ulteriori stop per via di recidività o sorgere di nuovi dolori. In altri casi, invece, la pazienza viene premiata: basta pensare a Stefano Baldini che prima dei Giochi Olimpici di Sidney del 2000 subì un grave infortunio ma che, grazie ad un’attenta e corretta ripresa, ha potuto alzare le braccia al cielo e vincere la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Atene quattro anni dopo.

 

Il team di RunningMania

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