La salute del cervello inizia dalla corsa

La salute del cervello inizia dalla corsa

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Running: elisir di lunga vita del cervello. La corsa fa bene alla memoria e acuisce l’apprendimento, parola di scienziati.

I runners lo sanno: correre fa star bene. Ora, però, è stato dimostrato che gli effetti benefici di quest’attività si ripercuotono anche sul cervello. Un gruppo di scienziati dell’Università inglese di Cambridge ha svolto uno studio sui topi, dimostrando come quelli sottoposti a regolare attività fisica, mediante una corsa su ruota, riescano a sviluppare migliori capacità di apprendimento e a incrementare la memoria a lungo termine. Tutto questo avviene a seguito di una stimolazione dell’ippocampo, la ”centrale operativa” delle funzioni cognitive. La corsa favorisce una maggiore vascolarizzazione dei tessuti del cervello e questo incrementa la produzione delle neurotrofine cerebrali, le proteine che alimentano il sistema nervoso centrale e agiscono sulla sopravvivenza dei neuroni. In sostanza, con la pratica regolare del running, si alimenta il cervello e si favorisce la rigenerazione neuronale. Questi effetti, se sono già ragguardevoli nei bambini e negli adulti, diventano molto importanti nella terza età, al fine di scongiurare una possibile degenerazione cellulare precoce e, quindi, il sopraggiungere di demenza senile. 

In un altro studio inerente la correlazione tra corsa e benefici cerebrali, condotto dall’Università americana di Irvine e dal Georgia Institute of Technology, ha dimostrato che il running consente di percepire gli stessi benefici prodotti dalla cannabis. Per affrontare lo sforzo fisico indotto dalla corsa, il corpo aumenta la produzione di anandamide, una molecola che appartiene alla famiglia degli endocannabinoidi. La sostanza produce un’immediata sensazione di benessere e di euforia, simile a quella che si prova dopo aver fumato marijuana ma senza alcun effetto indesiderato. Per questo, l’équipe di ricercatori che ha svolto lo studio, ha parlato di ”euforia del corridore”, cosa che si traduce in una dipendenza, assolutamente sana, verso il running. Inoltre, correndo regolarmente si aiuta la neurogenesi, ossia la nascita di nuove cellule nervose, un processo che avviene spontaneamente nella fase prenatale ma che può funzionare attivamente anche in età adulta, se opportunamente stimolato.

Oltre agli autorevoli studi degli scienziati internazionali, vi sono anche illustri testimoni dei benefici effetti che produce la corsa sul fisico e sulla mente. Gianni Morandi, classe 1944, è un runner convinto, da molti anni: ha corso la maratona segnando un tempo ragguardevole (42 chilometri in poco più di 3 ore e mezza), e ha sempre confermato come la sua eterna giovinezza (anche cerebrale), il suo equilibrio psico-fisico e la sua ottima capacità di auto-controllo, siano da attribuire all’esercizio regolare di quest’attività fisica. Il popolare cantante lo scorso anno si è cimentato, con successo, nella maratona di Gerusalemme. Alla fine della gara, che si svolge su un tracciato molto impegnativo e difficoltoso, il ”Gianni nazionale” è apparso non solo in forma smagliante, ma anche più felice che mai. In un’intervista, rilasciata subito dopo aver tagliato il traguardo, ha dichiarato di sentirsi ”euforico” e di essere pronto a cimentarsi in altre sfide, come la famosa maratona di New York. E i risultati di questo suo straordinario benessere, fisico e mentale, sono sotto gli occhi di tutti.

 

Il team di RunningMania

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