La sindrome da overtraining: prevenirla e riconoscerla

La sindrome da overtraining: prevenirla e riconoscerla

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È nella natura stessa dell’uomo desiderare di superare i propri limiti e volersi migliorare. Un esempio lampante lo possiamo trovare nel campo del running, e non riguarda solamente i podisti professionisti, ma è un fenomeno che coinvolge anche i dilettanti e che prende il nome di over-reaching. Si tratta di un sistematico tentativo di sovrastimolare il proprio organismo con sforzi intensi in modo da renderlo più reattivo davanti a delle sollecitazioni d’allenamento più pesanti. Lo stress fisico è sicuramente necessario per ottenere dei miglioramenti nelle performance, tuttavia è importante non sovraccaricare per troppo tempo il proprio organismo. Si tratta infatti di una pratica abbastanza rischiosa e se si tende ad esagerare il corpo potrebbe andare in overtraining, rischiando così di incorrere in un calo importante delle prestazioni atletiche e in tempi di recupero molto lunghi (si parla addirittura di mesi).

Come capire quando è arrivato il momento di allentare la tensione e che si sta esagerando con gli allenamenti? La cosiddetta sindrome da overtraining viene descritta come un generale declino delle prestazioni fisiche con gli allenamenti quotidiani normali, e che richiede molto tempo per riportare il fisico alle condizioni iniziali. Ricominciare da capo per molti atleti può rivelarsi un vero e proprio incubo, dunque è preferibile prestare attenzione ai diversi campanelli d’allarme che l’organismo ci invia prima di arrivare ad un punto di non ritorno. Prevenire questa sindrome è difficile poiché ogni persona ha delle avvisaglie differenti e molto personali e anche perché spesso alcuni di questi sintomi possono presentarsi anche in seguito ad una normale seduta d’allenamento.

I sintomi più comuni di overtraining sono l’aumento della pressione arteriosa, inappetenza e perdita di massa muscolare, aumento del battito cardiaco in stato di riposo, aumento dell’urea dovuto al catabolismo dei muscoli e diminuzione dei globuli bianchi. Non solo, la sindrome da allenamento eccessivo può anche causare disturbi del sonno, che danno vita ad instabilità emotiva ed irritabilità, diminuzione del cortisolo e perdita di concentrazione e motivazione. Come si vede l’elenco di sintomi è molto lungo ed è difficile non provare qualcuna di queste sensazioni ogni tanto, per questo è difficile diagnosticare la sindrome. Come comportarsi allora? Smettere di allenarsi del tutto? Procedere stoicamente con allenamenti intensivi con la convinzione che non potrà capitarci mai?

Considerata la difficoltà nel poterla intercettare con molto anticipo, bisognerebbe considerarne la manifestazione se si nota un calo delle prestazioni che perdura da troppo tempo. Se si teme di non essere abbastanza obiettivi con se stessi, si può chiedere un parere al proprio preparatore atletico, all’allenatore oppure al proprio medico dello sport, ossia un figura che conosca bene la dinamica degli allenamenti condotti, lo stato fisico effettivo e che possa consigliare degli esami aggiuntivi per comprendere se vi è qualche problema. Se davvero di OTS (“Over Training Syndrome”) si tratta, occorre avere la prontezza di ridurre drasticamente l’intensità degli allenamenti, prevedendo anche dei periodi di riposo assoluto, se si rende necessario. Occorrerà allora periodizzare le proprie sedute di running e prestare maggiore attenzione anche all’alimentazione, in modo da evitare di esaurire le scorte di glicogeno di muscoli e fegato e rischiare di non avere più energie per ripartire.

Il team di RunningMania

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