La storia di Lorenzo: quando la voglia di correre è più forte di tutto

La storia di Lorenzo: quando la voglia di correre è più forte di tutto

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La vicenda di Lorenzo comincia con una visita dal medico: basta con la corsa, si sentì dire. Si era presentato dal dottore a causa di un forte mal di schiena che in tre anni non era stato possibile curare; a nulla era servito rivolgersi, durante quel periodo, a fisioterapisti, osteopati e ortopedici. Dopo una risonanza magnetica, Lorenzo scoprì di essere alle prese con una spondilolistesi, patologia che colpisce le vertebre. Per saperne di più, non avendo idea di cosa si trattasse esattamente, si rivolse ad un neurochirurgo, che escluse subito l’operazione se non come soluzione ultima.

Il medico suggerì a Lorenzo di affidarsi alla fisioterapia, di andare in palestra per rafforzare la fascia dorsale e addominale, il cosiddetto “core“, attraverso esercizi mirati in maniera tale da assicurare un sostegno maggiore alla colonna vertebrale. A queste indicazioni aggiunse un consiglio, che si potrebbe considerare però più un’imposizione: niente corsa. Vietato correre, e pure saltare; ammesso il nuoto, ma soltanto con grande cautela, cercando di non spingere in modo eccessivo con le gambe. Indicazioni ben precise, che Lorenzo visse in maniera limitante soprattutto all’inizio.

Iniziò ad evitare di prendere in braccio i figli, proprio per non gravare sulla schiena, e smise pure di rincorrerli al parco, tenendo sempre bene a mente ciò che il medico gli aveva detto. Persino una camminata si era trasformata in un momento di estrema ansia, dovuta all’eccessiva attenzione con cui Lorenzo faceva le cose di tutti i giorni. Seguì fedelmente le indicazioni del dottore: fisioterapia, palestra, esercizi specifici e tutto ciò che gli era stato consigliato per tentare di porre fine al suo problema.

Poi un giorno, forse anche per liberarsi dalle “catene” di quella esagerata cautela che poco alla volta lo stavano imprigionando, decise di sgarrare: una breve corsa sul tapis roulant, una sorta di gesto di ribellione. Con sua grande sorpresa, la schiena non sembrò risentire di quella corsetta e lui si sentì meglio a tal punto da iniziare a correre sul tapis roulant un poco tutti i giorni. Quando la palestra chiuse per ferie, un po’ per necessità e un po’ spinto dal desiderio di provarci, Lorenzo sostituì il tapis roulant con la strada e continuò a correre, contro le indicazioni del medico.

A dispetto di quanto immaginava, la corsetta su strada non ebbe alcuna ripercussione sulla schiena e così decise di aggiungere al suo programma che prevedeva palestra e fisioterapia anche la corsa in strada, una volta alla settimana. Tutto ciò avvenne nel 2014 e a distanza di due anni le cose sono cambiate: da qualche timida corsetta, Lorenzo è diventato un runner a tutti gli effetti che non rinuncia alla corsa e alle sensazioni che essa è in grado di regalare. La schiena non gli ha dato problemi, tanto che ora riesce a percorrere tranquillamente una quindicina di chilometri, senza problemi.

La fiducia l’ha portato a misurarsi con se stesso e a porsi un nuovo obiettivo: prepararsi per correre la distanza della mezza maratona. Al termine del racconto sull’esperienza che ha vissuto, Lorenzo ci tiene a precisare una cosa: il suo caso non è la prassi e le indicazioni dei medici non vanno ignorate. Tuttavia, a volte, ciò che fa star bene la mente aiuta pure il corpo e Lorenzo amava a tal punto la corsa da non poterne fare a meno. Ora sta bene, sia a livello fisico che mentale, e le problematiche di due anni fa sono solamente un ricordo lontano.

 

Il team di RunningMania

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