L’acido ialuronico per il runner

L’acido ialuronico per il runner

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Fonte immagine: http://www.runnersworld.it/dilemma-menischi-runners-3389

L’acido ialuronico può essere un valido aiuto per chi corre, poiché svolge un’azione protettiva sulla cartilagine del ginocchio. Scopriamo come funziona

Fra le parti più sollecitate nella corsa c’è senza dubbio il ginocchio, l’articolazione maggiormente colpita da infortuni dovuti al sovraccarico; all’interno dell’articolazione svolge un ruolo molto importante la cartilagine articolare, che permette il corretto movimento del ginocchio ed è soggetta a lesioni che però in molti casi sono asintomatiche e riscontrabili solamente tramite risonanza magnetica. Sono diversi i fattori che possono portare al danneggiamento della cartilagine del ginocchio: ginocchio varo oppure valgo, sovrappeso, infortuni precedenti, allenamenti troppo frequenti su terreni sconnessi o dalla forte pendenza.

L’acido ialuronico lo si può trovare naturalmente nelle articolazioni dell’essere umano, in quanto è un costituente del liquido sinoviale e della cartilagine articolare. È proprio l’acido ialuronico a fornire il nutrimento alla cartilagine e a garantire un’adeguata lubrificazione, riducendo al contempo gli attriti nei movimenti dell’articolazione e fungendo anche da ammortizzatore negli impatti con il suolo. Da questa breve descrizione è facile comprendere quanto sia importante la sua presenza nelle articolazioni.

Quando si manifesta un danno alla cartilagine oppure l’artrosi, diminuiscono sia la quantità che la concentrazione di acido ialuronico nell’articolazione, e le conseguenze sono facilmente intuibili: si riduce il grado di lubrificazione e la cartilagine si ritrova meno protetta dalle sollecitazioni di natura meccanica. È possibile reintrodurre nell’articolazione acido ialuronico nel caso in cui si verifichi una sua carenza? Sì, attraverso la cosiddetta “visco-supplementazione”, che consiste nell’inserire acido ialuronico nell’articolazione attraverso un’iniezione.

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Questo intervento consente di ripristinare ai livelli precedenti la viscosità del liquido sinoviale e allo stesso tempo di stimolare nell’organismo la produzione di tale liquido. Inoltre l’acido ialuronico svolge pure un’azione antinfiammatoria, poiché contrasta i processi ossidativi generati dai radicali liberi e rallenta la produzione da parte della cartilagine degli enzimi degradativi, salvaguardando così l’articolazione. L’acido ialuronico si ottiene dalla biofermentazione di batteri oppure può essere estratto dalla cartilagine presente nella cresta del gallo.

Esistono, poi, diversi tipi di acido ialuronico, classificati secondo il loro peso molecolare; quello a basso peso molecolare – compreso fra 0,5 e 1,2 milioni di Dalton – è in grado di rallentare l’avanzamento dell’artrite e riparare eventuali danni presenti nella cartilagine. È consigliato l’impiego di questa tipologia quando il danno è lieve o nella fase iniziale, e soprattutto per i giovani atleti che dovessero riscontrare problemi a livello delle articolazioni sinoviali. L’acido ialuronico con peso molecolare più elevato (dai 6 milioni di Dalton in su) svolge un’azione lubrificante e protegge la cartilagine dallo stress di tipo meccanico.

È indicato nei casi di osteoartrosi e per le lesioni della cartilagine più gravi. Grazie all’utilizzo di questa tipologia di acido ialuronico, nel 75% delle persone è stato possibile posticipare di quasi quattro anni l’inserimento della protesi al ginocchio, a testimonianza della sua efficacia. Il numero di infiltrazioni di acido ialuronico dipende dal tipo di problema con cui si ha a che fare: a volte è sufficiente un solo ciclo di iniezioni per non avere più problemi per diversi anni, in altre circostanze invece i cicli vanno ripetuti ogni 6 o 12 mesi, con un numero di iniezioni che può variare in genere da uno a tre.

Le infiltrazioni sono considerate un sistema assolutamente sicuro, da effettuare però in condizioni “normali”: ad esempio, se il ginocchio è gonfio o infiammato, è decisamente meglio evitare di procedere con le infiltrazioni di acido ialuronico e attendere che il ginocchio si sgonfi prima di intervenire. Infine, l’acido ialuronico può essere adoperato per tutte le articolazioni sinoviali, quindi anche per caviglia e anca, che talvolta sono fonte di disturbi o fastidi in coloro che corrono. Per le infiltrazioni è ovviamente consigliato rivolgersi a figure esperte, in maniera tale da trattare il problema nel modo migliore e con le cure più efficaci.

Il team di RunningMania

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