L’avvicinamento all’obiettivo: come prepararsi per fare il risultato

L’avvicinamento all’obiettivo: come prepararsi per fare il risultato

- in CONSIGLIATI, TRAINING
2990
0

Il running è un tipo di attività in cui bisogna scegliere pochi obiettivi selezionati nell’arco della stagione per farsi trovare al top in quelle gare. È diverso, ad esempio, dal calcio, dove si cerca di mantenere una forma medio-alta per più tempo possibile poiché le competizioni come campionato e coppe prevedono impegni ravvicinati; da questo punto di vista, la corsa può essere accostata al ciclismo moderno, nel quale i corridori mettono nel mirino due-tre obiettivi a stagione e lavorano in funzione di quelli per raggiungere il picco di forma in un determinato momento.

Dando per assodato che ogni atleta ha bisogno di una preparazione specifica in base alle proprie caratteristiche e al tipo di corsa che intende preparare, è possibile seguire delle linee guida generali su come impostare l’avvicinamento all’appuntamento clou della stagione, in maniera tale da farsi trovare pronti e non fallire l’obiettivo. Per rifinire al meglio la condizione in vista di una corsa è necessario fare delle gare, ma qual è il numero sufficiente a garantire una forma al top al momento giusto?

Questo numero è variabile e dipende in primo luogo dalla durezza della preparazione sostenuta nelle settimane e nei mesi precedenti al grande appuntamento, tuttavia in linea di massima si può affermare che due o tre corse dovrebbero essere sufficienti per affinare la condizione. Le gare preparatorie servono in particolare a raggiungere resistenza e brillantezza e, nel caso, durante queste corse è possibile fare anche una sorta di verifica a livello tattico, per mettere a punto le varie strategie con cui verrà impostata la corsa a seconda della sua evoluzione.

La prima uscita preparatoria è incentrata in genere sulla resistenza per capire se il lavoro effettuato sulla potenza aerobica è stato corretto oppure no; per tale motivo la prima gara si effettua su una distanza più lunga della corsa alla quale ci si sta preparando. Dopo aver testato la resistenza, è il momento di concentrarsi sulla brillantezza e nello specifico sulla velocità: in questo caso la gara preparatoria va disputata su una distanza inferiore rispetto alla corsa che si ha nel mirino. A queste due prove, inoltre, è possibile aggiungere – a seconda del tipo di corsa che si andrà a disputare – un test tattico.

Quest’ultimo serve a preparare varie strategie di gara per l’obiettivo principale, in maniera da farsi trovare pronti in qualunque situazione e non farsi cogliere di sorpresa dagli sviluppi che la gara può prendere. Durante una verifica di questo tipo si possono analizzare e sviluppare diverse tattiche di gara, particolarmente utili se si conoscono bene gli avversari contro i quali ci si confronterà e le loro caratteristiche a livello tecnico.

Se la gara lo richiede, infatti, potrebbe rendersi necessario un’impostazione di corsa “a strappi“, vale a dire con accelerazioni alternate a momenti in cui il ritmo si abbassa, oppure preparazione ad una volata se si ritiene che lo spunto veloce sia l’arma migliore per battere gli avversari. In questo caso si può impostare un ritmo di corsa basandosi su ciò che fanno gli altri atleti, cercando di restare sempre a ridosso dei primi per poi superarli in volata, dopo essersi preparati specificamente per disputare una volata corta, media o lunga a seconda del tipo di gara.
 

Il team di RunningMania

Commenti

commenti

You may also like

Trail: 10 consigli per correre in discesa più velocemente

Nelle gare di trail che comportano lunghi tratti