L’elasticità muscolare: qualità fondamentale nello sport

L’elasticità muscolare: qualità fondamentale nello sport

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L’elasticità muscolare è una delle capacità motorie fondamentali, senza la quale tutte le altre non possono essere applicate in modo efficiente.

Il muscolo elastico è in grado di allungarsi facilmente e, insieme ad articolazioni flessibili, permette una grande escursione di movimento, maggiore velocità e sviluppo di maggiore forza e potenza. L’elasticità, inoltre consente una ideale coordinazione neuromuscolare, armonia, destrezza ed equilibrio. I muscoli rigidi daranno sempre prestazioni mediocri e porteranno a sprechi di energia. Le forme di elasticità sono diverse. Quella statica, indipendentemente dalla velocità del gesto atletico, esprime l’ampiezza del movimento. Questa capacità è molto influenzata dalla flessibilità delle articolazioni. L’elasticità balistica è in relazione all’ampiezza dei movimenti che si ottiene con alte velocità, come accade dei salti.

L’elasticità dinamica è una caratteristica intermedia tra le altre due e si esprime con ampiezza del gesto e velocità non massimale. A differenza dell’elasticità balistica, quella dinamica comporta un rischio di infortuni molto minore. L’elasticità è in funzione dei gruppi muscolari e non è necessariamente la stessa in ogni parte del corpo dell’atleta. Si possono avere, per esempio, le spalle e le braccia elastiche e la muscolatura delle gambe rigida. Non si può nemmeno definire una relazione tra la struttura fisica o muscolare e il livello di elasticità. La pratica dello stretching, una delle principali metodiche per l’allenamento dell’estensibilità dei muscoli e per la mobilità articolare, è specifica per i singoli sport. Ognuno di essi coinvolge muscoli differenti o gli stessi ma con un lavoro diverso. Perciò l’elasticità richiesta a uno sprinter non è uguale a quella di un fondista.

L’elasticità è una qualità molto migliorabile finché si è bambini e adolescenti. In seguito i miglioramenti diventano sempre più difficili e con l’avanzare dell’età la rigidità aumenta. Inoltre per caratteristiche genetiche alcune persone sono più elastiche di altre. Nel runner questa dote è spesso poco modificabile e dipende, oltre che dalle caratteristiche fisiche, anche dagli sport praticati in gioventù. Tuttavia non deve mai tralasciare lo stretching e mantenere l’elasticità a un livello sufficientemente alto. Nel running questa caratteristica può essere un pregio o un difetto. Essa è un pregio se il podista possiede anche una forza elevata, così da non avere una corsa verso l’alto e rendere di più su terreni duri come lo sterrato e in salita.

Il runner elastico ma con una muscolatura debole avrà una fase di volo lunga e problemi su terreni come l’asfalto o la pista, su cui avrà una corsa più lenta. In questo caso l’elasticità risulta un difetto. Lo squat jump del test di Bosco permette di valutare l’elasticità in relazione alla forza esplosiva dell’atleta. La posizione di partenza è in piedi, le mani ai fianchi, le gambe e i piedi uniti, le ginocchia flesse in modo che tra gamba e coscia si formi un angolo di 90° e il busto leggermente flesso in avanti, parallelo alla tibia. Il soggetto deve saltare il più in alto possibile, senza assolutamente eseguire nessun movimento verso il basso. L’elasticità è data dalla distanza raggiunta tra la punta dei piedi estesi e il suolo. Un runner può generalmente arrivare a una misura di 20-25 cm mentre i saltatori in alto, i cestisti e i pallavolisti raggiungono i 40-50 cm.

Il team di RunningMania

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