L’importanza del movimento delle braccia nel running

L’importanza del movimento delle braccia nel running

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Il movimento delle braccia nell’atto del camminare e nel running è molto importante.

Il corpo umano deve muoversi in modo armonico grazie all’azione sinergica degli arti inferiori e superiori che insieme determinano lo spostamento. Nella corsa di resistenza il movimento delle braccia è fondamentale per dare il ritmo corretto e mantenere l’equilibrio. Nella corsa di velocità, e anche in quelle di fondo e mezzofondo con uno sprint verso il traguardo, le braccia contribuiscono a dare propulsione e sostegno. Le gambe e le braccia si muovono automaticamente in sincronia e durante la corsa l’avanzamento del braccio destro avviene insieme a quello della gamba sinistra e viceversa in modo da mantenere equilibrio e assetto. Nel momento in cui le gambe aumentano la velocità di spostamento le braccia faranno altrettanto adeguandosi.

Il movimento delle braccia ha anche un’altra funzione: mantenere al minimo il consumo di energie. Ciò avviene perché il baricentro del corpo è tenuto attorno al proprio punto di equilibrio. Per spiegare come l’azione delle braccia abbia influenza sulla corsa, Salvatore Pisana, noto allenatore di mezzofondo di livello nazionale, invita a cercare di correre correttamente tenendo un braccio legato dietro la schiena. Il tecnico sottolinea come la corsa diventerebbe più faticosa, scoordinata e inefficiente. La migliore posizione delle braccia prevede un’angolazione naturale tra braccio e avambraccio attorno ai 45° con la mano e il polso che scendono fin quasi a toccare la cresta iliaca. Un angolo minore porta a un consumo eccessivo di energia per tensione alle spalle e uno stile di corsa rigido e innaturale

I runner africani di fondo invece mantengono un angolo braccio-avambraccio minore di 45° e passo lungo ed elastico. Gli atleti orientali hanno poi un angolo superiore a 45° e corrono con passo corto e frequente. Tali differenze, spiega Pisana, dipendono da fattori come la struttura fisica dell’individuo e dagli stili di corsa specifici delle varie scuole. Per avere una corsa efficiente, che sviluppi tutta la potenza necessaria e che non porti a sprechi energetici il runner deve possedere un’adeguata coordinazione neuromuscolare, mobilità articolare, estensibilità e sufficiente forza muscolare. In tal modo il gesto atletico sarà ottimizzato e gli arti inferiori e superiori si muoveranno con ritmo e sincronia.

Se un runner ha la necessità di migliorare il movimento delle proprie braccia può effettuare degli esercizi propedeutici, spiega Andrea Gornati, istruttore FIDAL. Uno di questi è la corsa sul posto stando eretti con il bacino appena in avanti, le spalle rilassate e basse, e le braccia che oscillano alternativamente. L’esercizio può essere eseguito anche impugnando due manubri da 1 o 2 kg. Per trovare l’angolo braccio-avambraccio più adatto alla propria struttura bisogna partire con 90° nel punto in cui l’avambraccio è parallelo al pavimento. Quindi l’angolo si ridurrà a 45° nella salita delle braccia e poco più di 90° quando la mano sfiorerà il fianco. Dopo la simulazione sul posto si potrà passare alla camminata e poi a corsa vera e propria. Il movimento coordinato delle braccia dovrà essere curato anche nelle andature tecniche dello skip, della corsa scalciata e di quella balzata.

Il team di RunningMania

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