L’importanza della core stability in generale e nel running

L’importanza della core stability in generale e nel running

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Il concetto di core stability è attualmente molto considerato in vari tipi di sport. Più esattamente, il NASM (National Academy of Sport Medicine), parlando di core, si riferisce a due sistemi di muscoli che lavorano insieme: il sistema stabilizzatore, cioè la muscolatura locale, e il sistema di movimento, vale a dire la muscolatura globale. È erroneamente diffusa, invece, l’idea che il core sia semplicemente l’insieme dei muscoli addominali.

Il sistema stabilizzatore è formato da due muscoli dell’addome, il trasverso e l’obliquo interno, e due muscoli della schiena, il multifido e il trasverso spinale lombare. Il sistema di movimento è costituito dai muscoli addominali retto e obliquo esterno, dai muscoli della schiena quadrato dei lombi ed erettore spinale e dal grande gluteo e dai muscoli delle gambe quadricipiti, gruppo degli adduttori e dagli ischiocrurali.

Grazie ai due complessi sistemi il corpo dell’atleta è stabilizzato durante il movimento. Alcuni ritengono importanti ai fini della core stability anche il diaframma, muscolo fondamentale per la respirazione, e il piriforme, situato in profondità nell’anca. Il sistema pelvi-schiena-anche ben stabilizzato consente il perfetto controllo motorio e la migliore postura in modo fa ottenere le massime performance sportive. Il core è estremamente importante per mantenere sia l’equilibrio statico che quello dinamico agendo in sincronia con la muscolatura degli arti inferiori, come accade nelle costanti e rapide variazioni di direzione caratteristiche di tanti sport. La carenza di core stability è associata inoltre a un maggior rischio di infortuni.

Una squilibrata posizione anche-tronco può comportare danno alle ginocchia. L’errato lavoro dei muscoli del bacino favorisce il varismo dell’anca e, di conseguenza, il valgismo del ginocchio al momento della ricaduta dopo un alto. La ridotta core stability espone anche alla lesione del legamento crociato anteriore, mentre deboli abduttori dell’anca associati a flessori contratti si ripercuotono negativamente sul ginocchio e sulla rotula. Anche la debolezza dei rotatori esterni dell’anca aumenta i rischi di infortunio al ginocchio. La mancata stabilità del core può avere come conseguenza anche lombalgie e pubalgie. Per questi motivi, numerosi coach prendono seriamente in considerazione gli esercizi di core stability per i propri atleti.

Nel running l’allenamento della core stability è ancora sottovalutato. I vantaggi che ne derivano invece possono essere notevoli, in particolare per chi pratica corsa di fondo. In queste specialità l’atleta ha la tendenza a perdere la forza dei muscoli deputati al mantenimento della corretta postura. Studi scientifici hanno dimostrato che l’introduzione di esercizi per l’incremento della forza, della stabilità e della sensibilità della zona centrale del corpo migliora in modo apprezzabile la tecnica di corsa e la performance. Come per altri sport, gli esercizi per il core riducono nel runner la possibilità di infortuni e di microtraumi che possono gradualmente portare ad essi. Le metodiche allenanti prevedono l’utilizzo di strumenti come: la swiss ball, la palla medica, la tavoletta propriocettiva, il bosu, le kettlebell, il leg extension e inoltre vari attrezzi per gli addominali e la pratica degli esercizi di Pilates.

Il team di RunningMania

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