L’importanza di farsi seguire da un allenatore

L’importanza di farsi seguire da un allenatore

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L’allenatore, spesso e volentieri, viene visto come se fosse una figura scomoda, quasi fastidiosa, ma nel mondo del running la sua importanza risulta essere determinante.


Ecco il perché è importante farsi seguire da un allenatore sin dalla prima sessione di allenamento.

La correzione degli errori.

Quando un allenatore magari sgrida un atleta, questo si sente come umiliato, in quanto crede di essere poco bravo ed in alcuni casi incapace.
Le urla, o per meglio dire correzioni espresse con tanta enfasi da parte dell’allenatore, hanno uno scopo ben preciso: evitare che l’atleta possa commettere degli errori che, a lungo andare, possono essere fatali.
Un esercizio svolto male, la mancanza di preparazione e riscaldamento, e tanti altri aspetti del genere portano a delle conseguenze negative, come infortuni e pochi progressi durante le varie sessioni d’allenamento.
L’allenatore dunque, sotto questo punto di vista, assume un ruolo fondamentale, dato che cerca di evitare che il suo atleta possa andare incontro a tali situazioni.
Per questo è importante farsi seguire dall’allenatore, che spiegherà al corridore il giusto modo di procedere per allenarsi e dare il meglio di sé durante gli esercizi. 

Gli allenamenti adatti per il runner.

Quando ci si allena autonomamente, potrebbe capitare di alleggerire, o appesantire a seconda dei casi, la propria scheda dall’allenamento.
In entrambi i casi, i risultati negativi saranno presenti: nella prima situazione, si rischia di rimanere al di sotto delle proprie potenzialità, mentre nella seconda situazione si rischiano seri infortuni.
L’allenatore sarà in grado di creare delle schede d’allenamento, con esercizi vari, che si adattano perfettamente a quella persona: sforzi eccessivi o totale assenza di essi saranno problemi assenti grazie all’intervento dell’allenatore.
Ovviamente, le schede potranno subire delle variazioni col passare del tempo: tutto dipende dall’impegno e dalle prestazioni che metterà in campo il runner, il quale deve dimostrare all’allenatore che quella scheda è idonea e che potrà essere cambiata se vi sono dei miglioramenti.
L’allenatore pertanto cercherà di evitare tutti quegli errori che sicuramente commetterà un corridore nel momento in cui inventa la sua scheda d’allenamento.

Gli obiettivi da raggiungere.

Un runner alle prime armi potrebbe non avere molti obiettivi, mentre uno esperto potrebbe impostarne alcuni che magari sono al di fuori della sua portata.
Anche in questo caso, l’intervento dell’allenatore è essenziale, in quanto lui sarà in grado di scegliere solo ed esclusivamente quegli obiettivi che, in base alle prestazioni del runner, possono essere raggiunti nel breve e medio termine.
Ad esempio, per un runner alle prime armi un obiettivo che l’allenatore potrà impostare è quello di fargli raggiungere determinati risultati durante le sessioni d’allenamento, mentre quello impostato ad un atleta esperto potrebbe essere la vittoria, o una buona posizione, da ottenere durante una gara.
In entrambi i casi, l’allenatore sarà in grado di motivare e spronare il corridore nel raggiungimento di tali obiettivi.

Inoltre, l’allenatore potrà svolgere anche il ruolo di confidente e motivatore, soprattutto quando il runner si sente insicuro.
Sono questi gli elementi che hanno fatto di Tommaso Ticali uno degli allenatori più famosi nel mondo del runner italiano.

Il team di RunningMania

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