Migliora la qualità della tua corsa con il fartlek

Migliora la qualità della tua corsa con il fartlek

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I ricercatori dell’Università di Copenhagen hanno dimostrato che correre variando di continuo il ritmo apporta numerosi benefici al corpo.

Quant’è importante la velocità?

Così come l’intensità del tempo che si trascorre insieme a qualcuno conta più della quantità, la qualità del running è molto più importante della distanza che si percorre durante l’allenamento e del tempo che s’impiega per raggiungere il proprio obiettivo giornaliero. È per questo che molto spesso gli esperti raccomandano di allenarsi con concentrazione e senza strafare a tutti i costi. Una ricerca condotta da un team dell’Università di Copenhagen, in tal senso, ha dimostrato che ridurre la quantità dei chilometri rende la corsa molto più appagante e salutare per l’organismo.

fartlek

Lo studio

A questo responso si è arrivati dopo aver suddiviso un certo numero di runner, uguali da un punto di vista delle capacità atletiche, in due gruppi: il primo ha seguito degli allenamenti lunghi o medi, mentre l’altro è stato coinvolto in una settimana di running comprensivo di tre sessioni di fartlek. Dopo il consueto riscaldamento gli atleti del secondo gruppo hanno corso seguendo questo schema: trenta secondi a ritmo blando, venti a passo medio e dieci, per concludere in bellezza la sessione, aumentando la velocità con una serie di sprint e di scatti.

Il fartlek

La sequenza andava ripetuta quattro volte di fila, al termine delle quali occorreva fare due minuti di camminata lenta, per un totale di ventiquattro minuti di corsa. Un allenamento equilibrato e perfettamente dosato che non copriva, com’è ovvio, un chilometraggio eccessivo. Eppure, dopo uno studio durato per ben sette settimane, è stato possibile notare che tutti gli atleti del gruppo fartlek avevano fatto passi da gigante sia a livello di tempistica sui 1500 metri che sulle prestazioni nei 5K.

Mar-17

Variare il ritmo

È interessante anche il fatto che quest’allenamento speciale abbia ottimizzato i loro livelli di VO2max, il valore che indica la quantità e il volume di ossigeno che l’atleta consuma in un minuto. L’esperimento condotto all’Università di Copenhagen ha perciò cambiato le carte in tavola e appurato che l’inserimento del fartlek nelle proprie sessioni di running può essere effettivamente utile e che correre così veloce da arrivare stremati al traguardo non è poi una gran bella idea. Non solo perché variare il ritmo rende la corsa meno noiosa e più dinamica, ma soprattutto perché insegna al corpo ad affrontare qualunque tipologia di percorso e di ostacolo. E poi è adatto a tutti: a chi corre già da tempo ma anche ai neofiti che, esercitandosi a cambiare sempre il ritmo, impareranno ben presto ad amare quella meravigliosa disciplina che è il running. Provare per credere.

 

Il team di RunningMania

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