Nessun miglioramento nonostante gli allenamenti: da cosa dipende?

Nessun miglioramento nonostante gli allenamenti: da cosa dipende?

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Fonte immagine: https://sport.onehowto.com/article/how-to-keep-running-without-getting-tired-1020.htmlFonte immagine: https://sport.onehowto.com/article/how-to-keep-running-without-getting-tired-1020.html

I progressi costanti di un runner agli inizi con il tempo diventano sempre meno percettibili fino a sparire, pur con lo stesso allenamento. Da cosa dipende?

La parabola di ogni runner è fatta di miglioramenti costanti e visibili nella fase iniziale della propria attività, dopo aver superato le difficoltà di approccio, che con il tempo diventano più impercettibili poiché non si può progredire all’infinito, sino ad arrivare ad un punto in cui i miglioramenti sono difficili o addirittura assenti. Nessun progresso nonostante gli allenamenti può generare una certa ansia in un runner: da cosa dipende? E, soprattutto, è il caso di preoccuparsi?

I fattori alla base della scarsità o assenza di miglioramenti sono diversi, a partire dall’età: dopo i 35 anni si assiste ad un normale decadimento delle prestazioni che, seppur minimo, diventa evidente soprattutto nelle lunghe distanze. Quantificando una perdita di competitività dell’1% per ogni minuto di gara, si parla di 6 decimi che si traducono in 20 secondi in una gara di 10 chilometri e addirittura 1 minuto e mezzo nella maratona. Parliamo quindi di numeri tutt’altro che marginali.

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Con il tempo e gli allenamenti, poi, anche la risposta del fisico agli stimoli è meno reattiva e tende a stabilizzarsi e gli effetti delle sessioni di training sono meno evidenti, di sicuro non comparabili con quanto accadeva in precedenza. Il fisico, in sostanza, non risponde più come prima perché risulta in un certo senso “assuefatto” a quel tipo di allenamento. Si tratta di una condizione irreversibile? Tutt’altro.

Il decadimento delle prestazioni e l’assenza di miglioramenti possono essere contrastate concentrandosi sulla tecnica, al fine di rendere più efficiente il proprio gesto atletico, in particolare se questo tipo di sedute sono state “ignorate” in passato. Si lavora sulla falcata, sull’appoggio, sul tempo di contatto del piede al suolo così da ottenere una corsa meno dispendiosa dal punto di vista energetico. La chiave sta nel dinamismo: bisogna evitare dunque la palestra per rinforzare i muscoli (soluzione adottata erroneamente da molti) per puntare maggiormente sulla velocità, facendo muovere più rapidamente le gambe grazie ad un gesto atletico più dinamico ed efficiente.

 

Il team di RunningMania

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