Piani d’allenamento e tabelle standard: guida al corretto utilizzo

Piani d’allenamento e tabelle standard: guida al corretto utilizzo

- in CONSIGLIATI, TRAINING
1136
0

Le tabelle di allenamento generiche possono rivelarsi utili e funzionali per tutti? Sì, se sappiamo come farne uso!

Navigando sul Web vi sarà capitato di imbattervi qualche volta in delle tabelle di allenamento per qualunque tipologia di gara e di distanza, dai 5 km sino alle ultramaratone. La tentazione di cimentarsi è forte, tuttavia alcuni dubbi sorgono spontanei: un piano d’allenamento “standardizzato” può davvero adattarsi a tutti gli atleti, sebbene le caratteristiche di base, fisiche e non solo, siano innegabilmente differenti? Chiunque può ottenere dei risultati?

In linea di massima sarebbe meglio rivolgersi ad una figura qualificata che ci guidi alla compilazione di una tabella basata sulle nostre esigenze e caratteristiche personali. Tuttavia, se ciò non è possibile, si può optare per le tabelle standard che, se ben strutturate, possono fornire un’indicazione generale su come pianificare gli allenamenti, permettendoci di essere più metodici, costanti e graduali nell’affrontare lo sforzo. Lo scopo principale di una tabella di allenamento è quello di ottimizzare ogni sforzo, riducendo al minimo le possibilità di incorrere in infortuni. Fra le tabelle migliori per iniziare a correre ve ne sono due sul Web molto valide: il programma “C25K” a cura di Josh Clark e quello “10k” messo a punto da Roberto Albanesi. I due programmi hanno alcuni punti in comune fra cui l’alternanza fra camminata e corsa e una fase iniziale dedicata al riscaldamento

Sigma SC 6.12 Cronometro, Nero/Rosso
List Price:EUR 40,00
Price:EUR 35,00
You Save:EUR 5,00
Price Disclaimer

Il C25K (“Couch to 5 kilometers” ossia “Dalla poltrona ai 5 chilometri“) proprio come recita il nome stesso è un programma che ha come obiettivo quello di arrivare a far correre chiunque sino a 5 km, in un tempo di circa 9 settimane. È uno dei programmi più apprezzati sulla Rete ed il segreto del suo “successo” sta nella sua semplicità: pochi principi che rendono questa tabella molto accessibile, che parte da sforzi bassi e comprende 3 sedute di allenamento settimanali e accontenta sia i dilettanti che i più esperti. Il programma dell’esperto di running Roberto Albanesi invece spinge il principiante all’obiettivo finale dei 10 km. Lo schema è più flessibile, con sedute settimanali che possono variare da 3 a 6, in 10 livelli di difficoltà, suddivisi in 3 fasce di diversi colori (nera, rossa e gialla). Il passaggio da un livello all’altro di difficoltà deve avvenire in maniera naturale, ovvero quando il livello in corso viene affrontato senza sforzo. Questo programma consente anche di cominciare dal livello che ci sembra più consono, che può essere anche superiore al primo, in questo modo il piano d’allenamento risulta più personalizzabile.

Una volta scelta la tabella più adatta, è importante analizzarla in maniera critica, cercando di capire se è adeguata alla propria quotidianità e al proprio livello di allenamento, senza farsi influenzare da conoscenti che l’hanno già provata. Inoltre, durante la sessione d’allenamento, occorre imparare ad ascoltare il proprio corpo, prestando attenzione alle proprie sensazioni: se ad esempio si manifestano dolori o fastidi sospetti è meglio ridurre il carico o interrompere il training. L’ascolto è fondamentale anche ai fini del recupero: se si avverte stanchezza in seguito agli sforzi compiuti meglio “rallentare” e posticipare al giorno dopo una nuova sessione, in modo da affrontarla al meglio. Il riposo è importante quanto l’allenamento. Infine, bisogna essere sempre oggettivi: se il piano d’allenamento proposto è troppo intenso o troppo leggero è preferibile passare ad un altro più adatto.

Il team di RunningMania

Commenti

commenti

You may also like

Dopo la corsa? Una bella birra!

Per dissetarsi al termine di una corsa o