Primavera e spossatezza: le regole d’oro per i runner

Primavera e spossatezza: le regole d’oro per i runner

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La bella stagione porta con sé una stanchezza cronica che ostacola gli atleti. Bere tanto e mangiare bene possono, però, migliorare la situazione.

Allo scoccare della primavera iniziano, per i podisti, i problemi: la spossatezza dovuta agli sbalzi del meteo e all’aumento delle temperature arriva, ogni anno, puntuale come un orologio svizzero, pronta a compromettere inesorabilmente le prestazioni degli atleti e dei neofiti che si avvicinano al mondo della corsa. Questo perché i cambiamenti climatici alterano, in qualche modo, l’orologio biologico, provocando sonnolenza o insonnia a seconda dei casi, ansia, stanchezza e, la maggior parte delle volte, anche irritabilità. La primavera, insomma, porta con sé un gran numero di effetti collaterali, poiché va ad incidere sul sistema nervoso centrale, quello che regola il ciclo sonno-veglia. A risentirne è l’ipotalamo, con danni che si ripercuotono sui risultati degli allenamenti e sulla predisposizione alla fatica, che giorno dopo giorno si fa sempre meno sopportabile.

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I runner, sia professionisti che amatoriali, hanno però a disposizione varie strade per poter correre ai ripari e contenere, anche solo in parte, gli effetti collaterali della stagione. Tenere sotto controllo l’alimentazione è, senza ombra di dubbio, un passaggio imprescindibile per porre rimedio a quel senso di spossatezza tipico della primavera. Consumare frutta e verdura di stagione è perciò non solo consigliabile ma assolutamente indispensabile, visto e considerato che sali minerali e vitamine sono un vero e proprio toccasana per l’organismo. Sono importantissimi, in questo senso, anche gli omega 3: via libera, quindi, al pesce, soprattutto a quello azzurro, da preferire, in questo momento dell’anno, alla carne. È meglio tenersi alla larga, invece, dai salumi e dai formaggi, che contengono elevate quantità di grassi. Stesso discorso per gli snack ipercalorici e per le bevande zuccherate, che non porterebbero alcun beneficio al corpo. Riveste un ruolo di primo piano, nella lotta alla spossatezza, anche l’apporto idrico: bere almeno due litri di acqua al giorno, nelle prime afose giornate di primavera, è l’imperativo categorico per tutti i runner.

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Quanto agli allenamenti, invece, è bene rielaborare la tabella di marcia e programmare le sessioni nelle ore meno calde della giornata: è inutile andare a correre quando il sole picchia forte e senza tregua, ragion per cui sarebbe preferibile farlo al tramonto. All’arrivo del primo caldo, in ogni caso, sarebbe preferibile, per un paio di settimane, allenarsi in maniera meno estrema e più tranquilla, tenendo sotto controllo l’intensità della corsa. Così facendo è possibile abituare gradatamente il corpo alle temperature della bella stagione, senza sottoporlo ad uno sforzo eccessivo. Nel caso in cui, invece, ci fosse una gara all’orizzonte, il programma di allenamento può andare avanti senza variazioni, a patto che il runner abbia cura di indossare sempre un berretto, di coprirsi bene per evitare scottature e colpi d’aria e, soprattutto, di riposare nell’arco del pomeriggio per fare in modo che il corpo riacquisisca le energie necessarie per affrontare la corsa.

 

Il team di RunningMania

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