Pubalgia del runner: come affrontare e risolvere il problema

Pubalgia del runner: come affrontare e risolvere il problema

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La pubalgia del runner è una sindrome che può diventare piuttosto dolorosa, tanto da rendere impossibile la corsa: ecco come intervenire per curarla

Nel runner la pubalgia può colpire in tre diverse aree – nella zona della sinfisi pubica e nelle inserzioni muscolo-tendinee di addominali o adduttori – e si manifesta con un dolore localizzato nell’area inguinale. Tale sintomo può presentarsi all’improvviso durante lo svolgimento della normale attività fisica, in genere dopo uno scatto oppure un cambio di direzione brusco, e con il riposo si attenua fino a scomparire. Se però diventa persistente, ci si trova di fronte ad una pubalgia di tipo cronico.

Le cause scatenanti di questa infiammazione muscolo-tendinea possono essere molteplici: allenamenti con carichi eccessivi, uno squilibrio a livello muscolare (in particolare fra la muscolatura dell’addome e quella degli arti inferiori) oppure tendineo, infortuni non smaltiti totalmente, calzature non adeguate, microtraumi frequenti e ripetuti, allenamenti effettuati senza un sufficiente riscaldamento oppure troppo intensi o ancora allenarsi “sopra” un affaticamento muscolare.

Nel caso particolare del running, quasi un terzo dei podisti soffre di pubalgia poiché non rispetta il corretto rapporto fra peso e altezza e distanza massima suggerita, mentre un altro 15% di runner ne è afflitto a causa dell‘eccessiva velocità che mantiene in discesa durante gli allenamenti collinari. La maggior parte dei casi (il 45%), però, riguarda i podisti che giocano anche a calcetto, che insieme al calcio registra il più elevato numero di atleti colpiti da pubalgia proprio per il tipo di attività, basata su scatti, cambi di direzione e frenate brusche. La muscolatura di chi corre non è adatta a questo tipo di sport, per cui è più frequente incappare in disturbi e problemi fisici come appunto la pubalgia. pubalgia-bergamo-3-1200x565

Per poter individuare ciò che sta alla base della pubalgia è indispensabile una anamnesi mirata e un esame posturale dell’atleta. A causare la sindrome infatti potrebbero essere particolari caratteristiche del fisico, come ad esempio asimmetria degli arti inferiori, l’appoggio del piede, ginocchio varo oppure valgo, o aspetti di tipo tecnico, nello specifico allenamenti su terreni sconnessi, tecniche di corsa sbagliate e, come abbiamo visto prima, allenamenti eccessivamente intensi o non preceduti da riscaldamento adeguato.

Il dolore può essere intenso a tal punto da rendere impossibile la corsa: quali sono i rimedi più efficaci per poter contrastare la pubalgia? Non appena insorge il disturbo, bisogna immediatamente sospendere gli allenamenti e prendersi un periodo di riposo, anche di diverse settimane; se il problema dovesse persistere, è necessario rivolgersi ad un osteopata, che studierà la terapia più adatta. Contro la pubalgia in genere si può intervenire con tecarterapia o laserterapia oppure con semplici esercizi di stretching per i muscoli adduttori.

Con i giusti accorgimenti, inoltre, si può prevenire l’insorgenza dell’infiammazione, attraverso esercizi di stretching dinamico (più consigliato rispetto a quello balistico). Se a causare la sindrome sono fattori di tipo tecnico, bisogna modificare le proprie “abitudini” di allenamento, alternando alle sessioni di corsa sedute per il potenziamento muscolare, con particolare attenzione agli addominali e ai muscoli ischio-curali. Gli allenamenti, poi, vanno ripensati in maniera più “razionale”.

Ciò significa che bisogna evitare i carichi di lavoro eccessivi oppure sedute frequenti ad elevata intensità; sarebbe meglio prevedere un adeguato riposo dopo le sedute con i carichi maggiori, in modo da non sovraccaricare la muscolatura e i tendini e consentire un adeguato recupero. Allo stesso modo i carichi di lavoro non vanno aumentati in maniera improvvisa ma gradualmente, per permettere al fisico di abituarsi allo sforzo superiore e non subire contraccolpi negativi. In ogni caso va evitato il fai da te ed è necessario rivolgersi sempre ad uno specialista, poiché la pubalgia è un disturbo piuttosto complesso da trattare e soprattutto non va mai sottovalutata, in quanto se non viene curata con tempestività può diventare cronica, rendendo ancora più difficile la soluzione del problema.

 

Il team di RunningMania

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