Quanto la disidratazione influenza negativamente le prestazioni?

Quanto la disidratazione influenza negativamente le prestazioni?

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In questi giorni di caldo insopportabile, che colpisce la maggior parte delle località italiane, eccetto forse quelle montane più alte, il problema disidratazione si fa sentire maggiormente. Oltre al momento della competizione, in cui è fondamentale idratarsi bene, anche i giorni precedenti la gara è importante reintegrare i liquidi persi per evitare un calo prestativo.

E’ stato recentemente condotto uno studio negli Stati Uniti per capire quanto la disidratazione possa influenzare negativamente la prestazione in gara. Sono stati scelti 13 atleti ben allenati a cui, in settimane diverse, sono state fatte correre due gare di 10 km dopo aver corso il giorno precedente 1h15’ in condizioni tipicamente estive: temperatura  di circa 27° ed umidità elevata.

Al termine del primo allenamento “lento” di 1h15’ (e il giorno prima della gara su 10km) i corridori hanno reintegrato il 75% dei liquidi persi con acqua, integratori e succhi di frutta. I ricercatori considerano una simile quantità ragionevole ma bassa. Si tratta di una reintegrazione che molti atleti potrebbero consumare in quanto lo stimolo della sete viene a scemare dopo una tale assunzione.

La settimana successiva, dopo il secondo allenamento lento di 1h15’, i corridori hanno bevuto una quantità pari al 150% delle loro perdite di sudore. Questa è infatti la quantità raccomandata dall’American College of Sports Medicine, comprendente anche la quantità di fluidi necessari per altri processi corporei.

 

In entrambi i casi, il giorno successivo all’allenamento da 1h15’, i corridori hanno partecipato ad una gara di 10 km su strada. La volta in cui avevano reintegrato con il 150% i liquidi persi hanno corso mediamente più veloci della volta in cui che avevano introdotto solo il 75%. Uno scarto medio pari al 3% (tempo finale medio di 46’00 sui 10 km contro  47’10”) Oltre a ciò, anche la sensazione in corsa era decisamente migliore il giorno successivo al “pieno d’acqua”. Ci sono stati tuttavia un paio di “problemi” segnalati dopo l’assunzione del 150%: la difficoltà a bere un tal quantitativo d’acqua e la produzione di urina abbondante. Si è dunque giunti alla conclusione che l’ “ideale” sarebbe una via di mezzo, ossia una reintegrazione attorno al 130% dei liquidi persi per evitare tali fastidi.

Il presente studio sarà presentato a fine agosto  in occasione della riunionre annuale dell’American College of Sports Medicine.

 

 

http://www.corsainmontagna.it/allenamento/quanto-la-disidratazione-influenza-negativamente-le-prestazioni

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