Riprendere a correre dopo le vacanze

Riprendere a correre dopo le vacanze

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Come riprendere ad allenarsi dopo le ferie? Due tipi di runner, due metodi diversi!

Ripartire dopo le vacanze è sempre un dramma, non solo per i runner più pigri. Anche chi di norma si allena spesso e di buona lena, risente particolarmente del rientro post-ferie: pesa riprendere la consueta routine, ma non è da sottovalutare la percezione di essersi un po’ lasciati andare. Del resto è inevitabile, in vacanza si mangia di più, si beve più alcol e ci si allena molto meno (alcuni giorni non ci si allena affatto). Questi piccoli vizi pesano anche su un corpo allenato, e chi ha dato il meglio di sé per arrivare in forma smagliante alla prova costume, ora si trova al punto di dover ricominciare tutto daccapo, con meno motivazione rispetto a prima. Che fare allora? È utile partire da un presupposto alquanto ovvio, è cioè che quando si è in forma, ci si sente meglio, a posto con se stessi. Così facendo, si comincia a cambiare prospettiva. Tornare dalle vacanze significa perciò non solo riprendere la noiosa routine quotidiana e lavorativa, ma anche tornare in forma. E in forma ci si torna solo con lo sport, ovvero, nel caso del runner, correndo. 

Si comincia che ci si sente abbattuti, con la percezione di aver mandato all’aria tutti gli sforzi fatti prima delle vacanze, ma allenamento dopo allenamento le cose migliorano. E ciò dipende anche dalla tipologia di runner cui si appartiene. Chi corre, infatti, appartiene a uno dei due gruppi principali: quello dei runner meditativi o quello dei runner proattivi. Il primo tipo di podista corre per il semplice gusto di farlo, perché correre lo fa stare bene e perché, più in generale, il movimento e lo sport lo fanno sentire a posto. Il runner proattivo, invece, generalmente corre perché insegue un obiettivo ben preciso, che non è sempre lo stesso. C’è infatti chi corre per dimagrire, chi per inseguire il miraggio di un corpo perfetto, chi per scongiurare il rischio di malattie e chi invece si prepara per una gara. Nel primo caso, le motivazioni sono sfumate, poco concrete, nel secondo invece sono pratiche, misurabili su una bilancia o utilizzando un cronometro. Tra le due tipologie di runner, il meditativo è quello che riscontra più difficoltà quando deve riprendere ad allenarsi.

Egli può essere paragonato a un viaggiatore senza meta e senza tempistiche da rispettare, che dunque può partire come e quando vuole. Questa mentalità, però, non aiuta in alcun modo la ripresa post-ferie. Al contrario, il proattivo spesso non vede l’ora di ripartire. Egli ha già una meta ben precisa in testa – che può essere una soglia di peso da raggiungere o un tempo da registrare – e sa che il tempo stringe. A differenza del runner meditativo, per lui partire ora o tra una settimana fa la differenza. Chi ha più bisogno di una nuova motivazione per correre è dunque il runner meditativo, che dalla sua ha un vantaggio: seppur non ha un obiettivo, ha metodo, è costante ed è in grado di lavorare bene nel lungo periodo, senza fretta. Molto spesso è questo tipo di runner che si allena anche durante le ferie (seppur allentando un po’ il ritmo) e quindi la difficoltà sta solo nel riprendere il consueto ritmo. Quando succede, non lo ferma più nessuno!

Il team di RunningMania

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