Runner: in cucina bisogna saper abbinare

Runner: in cucina bisogna saper abbinare

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Fonte immagine: http://www.runningitalia.it/alimentazione

Non di soli alimenti “sani” è fatta la dieta di un runner: con il mix giusto, infatti, anche i cibi buoni possono diventare utili per chi pratica sport

La distinzione fra cibi buoni e cibi sani può portare spesso a delle “storture” e ad eccessi che non sono salutari, pur affidandosi ad una dieta composta in prevalenza o esclusivamente da alimenti che vengono etichettati come sani. Ad esempio un piatto di pasta condita è buono e persino utile, se si sceglie il condimento giusto. La pasta è l’alimento di riferimento dopo l’attività fisica, in quanto i carboidrati in essa contenuti permettono di ripristinare le riserve di glicogeno.

Se però la dieta che si segue è povera di sale, tale capacità di ripristino viene notevolmente ridotta, come spiegano i nutrizionisti: il sodio e il potassio sono fondamentali per permettere alle cellule di accumulare glicogeno e se vengono a mancare il meccanismo alla base di questo sistema non funziona più a dovere, andando così a limitare l’accumulo di glicogeno. Un altro esempio riguarda chi inserisce nel proprio regime alimentare un notevole numero di arance o alimenti ricchi di vitamina C pensando così di farne scorta.

In realtà, il nostro organismo non è in grado di assorbirne più di 250 milligrammi, ragion per cui non ha senso mangiare un’arancia ad ogni pasto della giornata. Per integrare il ferro, in molti consigliano gli spinaci ma in realtà, sempre secondo i nutrizionisti, la carne rossa – in particolare il cavallo e il manzo – si rivela di gran lunga migliore in quanto il ferro in essa contenuto non è ossidato come invece lo è negli spinaci. Esiste però un sistema per fare in modo che il ferro presente nella verdura non risulti ossidato ed è piuttosto semplice.

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È sufficiente, ad esempio, condire gli spinaci con qualche goccia di limone e magari accompagnare il tutto con una spremuta di arancia: questo perché la vitamina C trasforma il ferro da ossidato a non ossidato, e ne rende disponibile quindi una quantità superiore per l’organismo. Sempre in tema di ferro, non va assunto insieme a bevande ricche di fenoli quali caffè e , in quanto ne impediscono la corretta assimilazione. In fatto di mix in cucina, dunque, è necessaria una consapevolezza adeguata.

Un primo di pasta e un secondo di pesce, spesso consigliati nelle diete, è in realtà un abbinamento da non ripetere con troppa frequenza poiché innesca una sorta di “competizione” durante il processo digestivo. Che cosa significa? In parole semplici, carboidrati e proteine hanno tempi digestivi molto diversi: i primi vengono digeriti prevalentemente in bocca grazie all’azione svolta da un enzima, mentre la digestione delle proteine avviene nello stomaco. L’abbinamento perciò va fatto limitando le quantità di entrambi gli alimenti.

Tornando alle verdure, sarebbe meglio consumare le carote crude invece che cotte: le prime hanno un indice glicemico basso e dunque non provocano l’innalzamento della concentrazione di zucchero nel sangue; in assenza di un picco di insulina, si ha la sensazione di sazietà, ecco perché le carote crude sono un ottimo spuntino per placare il senso di fame. Se cotte, invece, hanno un indice glicemico superiore e una minore capacità di dare sazietà.

L’uovo viene spesso considerato un concentrato di colesterolo, ma questa è una convinzione errata: l’uovo completo, dunque albume e tuorlo, è in realtà un alimento che fa dell’equilibrio il suo punto di forza. Questa caratteristica si mantiene però solamente quando l’uovo è crudo e viene persa con la cottura, in particolare se l’uovo è sodo oppure alla coque; dopo esser stato cotto, infatti, viene meno il contenuto proteico e di conseguenza la funzione di contrasto al colesterolo svolta appunto dalle proteine. In definitiva, è meglio consumare l’uovo crudo poiché in caso contrario si verrà esposti all’azione deleteria del colesterolo presente al suo interno.

Il team di RunningMania

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