Running, allenarsi sulle distanze più corte: ecco come impostare il “workout” in estate

Running, allenarsi sulle distanze più corte: ecco come impostare il “workout” in estate

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Correre sulle brevi distanze e privilegiare metodologie alternative di training aiuta i runners a tenersi in forma durante i mesi più caldi dell’anno.

In estate molti appassionati di corsa sono costretti a stravolgere il piano di allenamenti non solo per via delle proibitive condizioni ambientali (elevate temperature e umidità), ma anche a causa della diversa risposta dell’organismo, poco propenso a sopportare sforzi simili a quelli sostenuti nelle altre stagioni. Tuttavia, invece di sospendere il “workout” o di sfiancarsi con la collaudata tipologia di training, gli esperti di running consigliano di adottare una soluzione intermedia: correre sulle brevi distanze è una buona alternativa in attesa dell’autunno, a patto però che la preparazione venga ricalibrata in base al nuovo chilometraggio.

NON SOLO QUANTITÀ MA ANCHE QUALITÀ – Nonostante correre in estate sia più dispendioso a livello energetico, molti runners prediligono i percorsi lunghi, temendo uno scadimento dello stato di forma se si sospendono le uscite: in realtà, tra i due opposti estremi (smettere di correre o continuare a farlo con carichi massacranti) la soluzione più semplice è quella di scegliere distanze più brevi e resettare i parametri del training. Infatti è ancora diffusa l’errata convinzione che, nella preparazione ad un evento agonistico, conti più la quantità che la qualità: ciò porta ad accumulare chilometri su chilometri, senza rendersi conto che ogni stagione ha una sua tabella di allenamenti. Inoltre, dedicarsi al “corto” per qualche settimana consente di sviluppare una diversa sensibilità alle risposte dell’organismo che, inoltre, riceve impulsi neuromuscolari differenti, adattandosi a distanze inferiori.

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CORSE E METODOLOGIE ALTERNATIVE – Nel periodo estivo le alternative per cimentarsi su corse brevi non mancano: anzi, tra eventi pensati ad hoc, manifestazioni a livello locale e sgambate dedicate ai podisti c’è solo l’imbarazzo della scelta. L’importante è scegliere le gare tra i 5 e i 10 km, affrontandole a una velocità superiore a quella che si tiene nel “lungo”: in questo modo il corpo riceverà stimoli nuovi e “imparerà” ad affrontare sforzi più intensi su una distanza ridotta, quindi meno gravosi. Inoltre non ci sono solo gli appuntamenti agonistici ma va presa in considerazione anche la possibilità di “workout” differenti: ad esempio si può ricorrere al cosiddetto interval training, in cui si alternano esercizi ad alta intensità e fasi di recupero, ma anche al fartlek che unisce le caratteristiche dell’allenamento aerobico continuato al lavoro sulla velocità.

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L’IMPORTANZA DEL “CORTO VELOCE” – Insomma, il principio ispiratore in estate è quello di privilegiare un’andatura più sostenuta a scapito del chilometraggio. Ecco perché i podisti meno esperti dovrebbero provare il “corto veloce”, poco conosciuto ma sicuramente più adatto agli allenamenti estivi. Di solito si individua un percorso di circa 3-4 km e lo si affronta alla massima velocità sostenibile (ovvero vicina a quella tenuta in gara): una sessione di questo tipo va eseguita una volta alla settimana e aiuta a sviluppare contestualmente la potenza aerobica. Infine, non va dimenticata la componente mentale di queste sedute: correndo su distanze diverse si percepiscono sensazioni inedite e si apprendono aspetti del proprio corpo prima sconosciuti, col non trascurabile vantaggio di imparare a variare il ritmo a seconda dello sforzo richiesto.

 

Il team di RunningMania

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